Russia, conferenza di Putin su economia e non solo. L’Ucraina annuncia il default

Vladimir Putin parla alla conferenza stampa di fine anno e difende l'operato della banca centrale, mentre l'Ucraina annuncia il default verso la Russia tra 3 giorni.

di , pubblicato il
Vladimir Putin parla alla conferenza stampa di fine anno e difende l'operato della banca centrale, mentre l'Ucraina annuncia il default verso la Russia tra 3 giorni.

Si è tenuta nella mattinata di oggi la conferenza stampa di fine anno del presidente russo Vladimir Putin, l’undicesima per l’attuale capo del Cremlino. E’ record di presenze di giornalisti accreditati, ben più di 1.600. Non esistono limiti ai temi delle domande, né al tempo da dedicare alle risposte.

Si tratta di un’occasione preziosa per carpire i piani della politica in Russia sull’economia e non solo. Putin ha dichiarato che il picco della crisi sarebbe stato oltrepassato e che, quindi, il peggio sarebbe alle spalle. Ma come anche aveva fatto lo scorso anno, il presidente non ha nascosto la gravità della crisi, sostenendo che sarebbe fin troppo “ottimistico” ipotizzare che il prezzo del petrolio si riporti l’anno prossimo a 50 dollari al barile. A tale proposito, il vice-ministro delle Finanze, Maxim Oreshkin, ha dichiarato che nei prossimi 7 anni, le quotazioni oscilleranno tra i 40 e i 60 dollari al barile. Per questo, ha aggiunto Putin, potrebbe rendersi necessario un aggiustamento del bilancio statale nel 2016, ma il governo non avrebbe intenzione di apportare correttivi immediati.

Basse quotazioni petrolio provocano crisi rublo, deficit e inflazione Russia

D’altronde, nonostante il crollo delle quotazioni del Brent, il deficit pubblico quest’anno sarà del 2,8-2,9%, un livello ritenuto “soddisfacente” dal presidente, che ha anche ironizzato sulle sanzioni di USA e UE contro la Russia: “l’aspetto positivo è che ridurremo il debito estero”. Ma il lato interessante della conferenza stampa, similmente allo scorso anno, si ha con la difesa dell’operato della banca centrale. A fine 2014, la stessa maggioranza alla Duma accusava il governatore Elvira Nabiullina di avere attentato al rublo, facendolo oscillare liberamente sui mercati, mentre quest’anno la polemica si ha intorno al livello dei tassi, che qualcuno giudica alti. Putin ha dichiarato che al di fuori della Russia, in alcuni casi si notano tassi più bassi, ma ha chiarito che ciò sarebbe voluto, perché altrove si sta lottando contro la deflazione, mentre a Mosca si ha un problema di inflazione. E spiega che il livello dei tassi deve rispondere ai fondamentali dell’economia, non ad atti amministrativi slegati dalla realtà.

       

Crisi Russia in cifre

In ogni caso, le misure del governo, ha continuato, sono state efficaci al 65% e anche grazie ad esse si prevede un aumento della produzione agricola del 3%, del raccolto di grano a 103,4 milioni di tonnellate e una disoccupazione al 5,6%. Insomma, dati non certamente negativi, specie se raffrontati alle statistiche di altri paesi. E per l’anno prossimo, Putin annuncia che il governo stima una crescita dell’economia dello 0,7%, dopo la recessione di quest’anno, mentre nel 2017 dovrebbe accelerare all’1,9% e nel 2018 al 2,4%. Il punto è che cresce l’allarme povertà in Russia, dove 21,7 milioni di persone, pari al 15% della popolazione, vivrebbe in stato di indigenza per l’ufficio statistico federale e il 58% delle famiglie, stando a un sondaggio di Levada Center, avrebbe tagliato i consumi alimentari per via della crisi. Sarà anche per la guerra in Siria, ma il tasso di popolarità di Putin resta alle stelle, anzi aumenta nelle ultime settimane. A proposito dei rapporti con la Turchia, contro cui sono state varate sanzioni commerciali dopo l’abbattimento del jet russo, il presidente ha ribadito che pretende le scuse di Ankara.        

Default Ucraina su bond Russia

E mentre il capo del Cremlino parlava, dall’Ucraina arrivava l’annuncio ufficiale del governo che il bond da 3 miliardi di dollari dovuto alla Russia e in scadenza il prossimo 20 dicembre non potrà essere integralmente rimborsato, perché Kiev non avrebbe il diritto, spiega il premier Arsenij Atsenyuk, di pagare Mosca a condizioni più favorevoli di quelle accordate agli altri creditori privati ristrutturati. A differenza di questi, la Russia non ha accettato alcun piano di ristrutturazione, proponendo una rateizzazione in 3 anni. L’annuncio ucraino avrà conseguenze molto negative nei rapporti già tesissimi tra i 2 paesi, perché il governo russo ha già fatto sapere che se non sarà pagato per intero tra 3 giorni o se l’Ucraina non aderirà alla proposta di rateizzazione avanzata da Mosca, esso prenderà le vie legali, avviando uno scontro davanti al giudice di Londra. Anche a seguito del generale rafforzamento del dollaro, il giorno dopo l’avvio della stretta monetaria della Federal Reserve, il rublo cede al momento ben lo 0,83%, attestandosi a un cambio di 70.585 contro il biglietto verde, segno forse anche che il mercato avrebbe interpretato negativamente il discorso di Putin, sia per la previsione di basse quotazioni del petrolio anche nei prossimi mesi, sia per la difesa di una politica monetaria restrittiva, necessaria a combattere l’inflazione, ma che non aiuta a sostenere la ripresa dell’economia russa.

 

Condividi su
flipboard icon
Seguici su
flipboard icon
Argomenti: , ,
>