Rublo, petrolio e Trump lo spingono ai massimi da 17 mesi

Il rublo si porta ai massimi da quasi un anno e mezzo contro il dollaro e a sostenerlo sono il petrolio e Donald Trump. Ecco le ragioni del balzo.

di Giuseppe Timpone, pubblicato il
Il rublo si porta ai massimi da quasi un anno e mezzo contro il dollaro e a sostenerlo sono il petrolio e Donald Trump. Ecco le ragioni del balzo.

E’ un buon momento per il rublo russo, che solo nell’ultimo mese guadagna più del 4,5% contro il dollaro e si porta ai livelli più alti dal luglio dello scorso anno, ovvero da 17 mesi, attestandosi a un cambio di 60,8. In questo modo, la valuta di Mosca scavalca il real brasiliano in termini di performance positiva tra le emergenti quest’anno. In effetti, nel 2016 risulta rafforzato del 16,7% contro il biglietto verde, nonostante la divisa americana si stia apprezzando contro la gran parte delle valute straniere.

Rublo corre insieme al petrolio

Cosa sta sostenendo il rublo? Certamente, la risalita delle quotazioni del petrolio, una materia prima, che per la Russia rappresenta i due terzi delle esportazioni e quasi la metà delle entrate statali. Con l’accordo OPEC per il taglio della produzione, al quale hanno aderito altri undici paesi produttori esterni al cartello, tra cui la stessa Russia, i prezzi sono tornati nettamente sopra i 50 dollari al barile e un barile di Brent vale adesso più di 56 dollari. (Leggi anche: Rublo resta forte, ecco cosa spinge il cambio)

Per capirci, all’inizio dell’anno, un barile faceva incassare ai russi meno di 2.700 rubli, oggi oltre 3.400, il 27-28% in più, giustificando ampiamente il rafforzamento del cambio degli ultimi mesi. E sta contribuendo ad apprezzare il rublo anche l’impegno della Banca di Russia a non tagliare i tassi, fermi al 10%, fino alla fine del 2016, anche se già dal mese prossimo ci si attende quanto meno una riduzione di 25 punti base, visto che l’inflazione risulta scesa sotto il 6%.

Effetto Trump

Ma anche la vittoria di Donald Trump alle elezioni USA di novembre sta portando un clima nuovo a Mosca. Il presidente eletto è noto per le sue posizioni di sostegno al presidente Vladimir Putin e presto potrebbe porre fine alle sanzioni finanziarie americane contro la Russia.

Da notare, infine, come il nuovo segretario di Stato USA, annunciato ufficialmente oggi, sarà Rex Tillerson, finora a capo di Exxon Mobil, il colosso petrolifero americano, anch’egli amico del presidente russo, tanto da avere ricevuto da questi un’onorificenza, dopo che la compagnia a stelle e strisce ha siglato un accordo con Rosneft nel 2011 per lo sfruttamento dei giacimenti nelle acque artiche. Un segnale, quello di Trump, che va nella direzione auspicata da Mosca e che non può che agevolare il rafforzamento del rublo. (Leggi anche: Trump un affare per rublo e borsa)

 

 

 

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Argomenti: Crisi russa, economie emergenti, valute emergenti