Rublo, rally già finito dopo +5% da inizio anno?

Rublo migliore valuta emergente quest'anno, ma la corsa del cambio russo potrebbe essere finita. Vediamone le ragioni.

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Rublo migliore valuta emergente quest'anno, ma la corsa del cambio russo potrebbe essere finita. Vediamone le ragioni.

Dall’inizio dell’anno, il rublo russo sta esibendo la migliore performance tra le valute emergenti, segnando un guadagno del 5% contro il dollaro e scendendo a un cambio di poco superiore a 58, anche se nei giorni scorsi era riuscito a portarsi in area 56,5.

Cosa stia sostenendo la valuta di Mosca appare chiaro. L’economia russa è fortemente legata al petrolio, le cui quotazioni sono risalite più o meno stabilmente intorno ai 55-57 dollari al barile, un livello quasi doppio di quello a cui erano arrivate poco più di un anno fa. Proprio la Russia ha assecondata tale recupero, concordando con l’OPEC un taglio della propria produzione.

Oltre al greggio, anche la nuova amministrazione Trump negli USA fa sperare, visto che il presidente americano ha più volte ribadito l’intenzione di rinsaldare i rapporti con Mosca, ponendo anche fine alle sanzioni finanziarie adottate da Washington e Bruxelles per la questione della Crimea. Non sarà facile il cambio di passo in politica estera per il governo americano, visto che le resistenze negli USA sono tante, ma i mercati scontano da tempo un miglioramento atteso dei rapporti tra i due paesi, mentre l’economia russa segnala di essere uscita dalla recessione. (Leggi anche: Russia, economia in ripresa nel 2017 e rublo a +17% quest’anno)

Verso un taglio dei tassi

E’ il momento di fare il punto sulle probabilità di una prosecuzione del rally del rublo. Iniziamo con una constatazione: a gennaio, l’inflazione in Russia è scesa al 5%, il livello più basso da cinque anni a questa parte. I tassi di riferimento sono fermi al 10% dal mese di settembre, ma la banca centrale potrebbe tagliarli presto. Cinque mesi fa, quando li abbassò dal 10,5%, l’inflazione era ancora superiore al 6%. Al momento, il livello dei tassi risulta doppio a quello di crescita tendenziale dei prezzi, per cui un allentamento della politica monetaria appare molto probabile.

Un ulteriore rafforzamento delle quotazioni del Brent, invece, non sembra alla portata, limitato sia dall’atteso rialzo dei tassi negli USA, che non farà che sostenere il dollaro contro le altre valute, sia dall’abbondante offerta sul mercato, nonostante il taglio concordato a novembre tra oltre una ventina di paesi produttori.

Senza che i prezzi energetici internazionali risalgano ancora, non potrà esserci adeguato sostegno al rally del rublo, dato che i due terzi delle esportazioni russe consistono in greggio, che a sua volta finanzia quasi la metà delle entrate statali. (Leggi anche: Rublo, petrolio e Trump lo spingono)

Banca di Russia compra dollari

Oltre al taglio dei tassi in arrivo e la stabilizzazione delle quotazioni del petrolio, il rublo dovrà fare i conti con il ritorno agli acquisti di dollari da parte della Banca di Russia, che punta a rimpinguare le riserve valutarie e a portarle entro un arco di tempo indefinito a 500 miliardi. L’ultima volta che il programma fu attuato, a partire dal maggio 2015, il rublo improvvisamente crollò di oltre il 10%, tanto che l’istituto dovette prima attenuare gli acquisti giornalieri e successivamente cessarli del tutto.

Il Ministero delle Finanze ha comunicato che i dollari verranno acquistati con quotazioni del greggio sopra i 40 dollari. Gli analisti stimano il programma in 80 milioni al giorno già a febbraio, ma potrebbero salire a 100 milioni nelle prossime settimane. Un ennesimo elemento, che ci porta a credere in una stabilizzazione del rublo ai livelli attuali, se non in un indebolimento intorno alla soglia di 60, che è quella perseguita dall’istituto. Un rublo troppo forte, infatti, abbassa le entrate fiscali in valuta locale derivanti dalle esportazioni di petrolio. Oltre tutto, l’allarme inflazione è quasi del tutto rientrato e il raggiungimento del target del 4% è alla portata, per cui meglio per Mosca arrestare la corsa del cambio qua. (Leggi anche: Rublo a +26,5% in un anno, ma Mosca punta a non rafforzarlo più)

 

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