Referendum Brexit, Roubini: danni enormi per Londra, ecco cosa dicono i sondaggi

Referendum Brexit: domani si vota. Nouriel Roubini avverte sui rischi per l'economia britannica.

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Referendum Brexit: domani si vota. Nouriel Roubini avverte sui rischi per l'economia britannica.

Interviene anche Nouriel Roubini sul rischio Brexit, in vista del referendum di domani. L’economista, che è Professore alla New York University e che è diventato famoso negli ultimi anni per avere previsto la crisi finanziaria del 2008, ha avvertito con diverse tweets contro i “danni ingenti” che l’economia britannica subirebbe nel caso di una vittoria dei “Leave” alle urne.

Roubini pone l’accento sui deficit “gemelli”, ovvero sull’ampio disavanzo corrente e quello fiscale, che comporterebbero rischi derivanti da un improvviso arresto di capitali (stranieri) e dal crollo della sterlina. Le sue parole sono in linea con le preoccupazioni espresse anche dal finanziere George Soros, che ha stimato in almeno il 20% il crollo che il cambio subirebbe con la Brexit.

Crollo sterlina con Brexit

Nel primo trimestre del 2016, il deficit corrente del Regno Unito è stato di 37,2 miliardi di sterline, un record, probabilmente determinato proprio dalle incertezze dei mercati sull’esito del referendum, che avrà frenato gli afflussi di capitali. Nel caso di Brexit, la Banca d’Inghilterra dovrebbe alzare i tassi per frenare i deflussi finanziari e il tracollo della sterlina, ma con la conseguenza di colpire l’economia, finanche mandandola in recessione.

Per il governo potrebbe risultare più costoso rifinanziare il debito in scadenza, anche se i rendimenti sono diminuiti in questi mesi di campagna referendaria, attestandosi in calo di circa 35 punti base sulla scadenza decennale all’1,28-1,29% attuale. E’ possibile, però, che con l’addio alla UE la musica cambierebbe, sebbene Londra abbia negli ultimi tempi approfittato del crollo dei rendimenti sovrani per consolidare il debito e allungarne la vita media oltre i 14 anni. L’impatto sulle finanze statali sarebbe, quindi, minimo su questo versante, ma il rialzo paventato dei tassi provocherebbe uno shock difficile da assorbire nell’immediato.

Sondaggi Brexit contrastanti

Quanto ai sondaggi, non paiono univoci. Rispetto ai giorni immediatamente precedenti all’omicidio di Jo Cox, il trend sembra cambiato in favore dei “Remain”, ma i risultati delle rilevazioni sarebbero “too close to call” per proclamare un vincitore.

Secondo YouGov, i “Leave” rimarrebbero in testa con il 44% contro il 42%, mentre ORB assegnerebbe la vittoria ai fautori della permanenza nella UE con il 53% contro il 46% di contrari.

 

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