Roubini alla Bce: tagliate i tassi o la crisi si aggraverà

Per l'economista noto come Dr. Catastrofe e per l'FMI ci sarebbero spazi di manovra sui tassi nell'Area Euro. In realtà un nuovo taglio potrebbe però essere inutile

di Giuseppe Timpone, pubblicato il
Per l'economista noto come Dr. Catastrofe e per l'FMI ci sarebbero spazi di manovra sui tassi nell'Area Euro. In realtà un nuovo taglio potrebbe però essere inutile

Torna alla carica il Prof della New York University, l’economista Nouriel Roubini, che giudica negativamente il mancato abbassamento dei tassi di riferimento dell’Eurozona da parte della BCE, lo scorso giovedì (Tassi Bce confermati, attesa per discorso di Draghi). Il profeta (ad oggi smentito) della “tempesta perfetta” sui mercati europei ha avvertito la BCE che un taglio dei tassi, oggi allo 0,75%, sarebbe necessario, per scongiurare il pericolo che la recessione s’infiammi ancora di più nei 17 stati dell’Eurozona. Anche perché, spiega l’economista, l’inflazione è prevista in calo durante il 2013 e sotto la soglia del target massimo annuo del 2%. Pertanto, le condizioni per ridurre i tassi ci sarebbero, anche perché un peggioramento del quadro economico, stimato dalla stessa BCE, porterebbe i governi nazionali all’impossibilità di fronteggiare la crisi con nuove politiche di austerità, a causa dell’alto livello di protesta sociale. In particolare – sempre Roubini – dopo il risultato delle elezioni politiche italiane, ci sarebbero state tutte le condizioni per attuare il taglio già la settimana scorsa.  

Crisi Euro: il taglio dei tassi potrebbe allargare il divario nord/sud

Ma a fare pressione su Francoforte contribuiscono, soprattutto, le dichiarazioni del direttore generale del Fondo Monetario Internazionale, Christine Lagarde, che in visita in Irlanda ha affermato che ci sarebbero spazi di manovra per tagliare i tassi guida in Europa. Il problema, sostengono all’Eurotower, è che un abbassamento ulteriori dei tassi, già ai minimi storici, potrebbe non solo risultare inutile, ma acuire le disparità interne all’unione monetaria. Negli stati del Sud Europa, infatti, nonostante le due aste Ltro della BCE, che hanno messo a disposizione delle banche oltre mille miliardi di euro, si evidenzia un brusco calo dei prestiti alle famiglie e alle imprese e questo, sebbene i tassi siano molto bassi, come non mai. In sostanza, pensa il governatore Mario Draghi, limare ancora i tassi al ribasso potrebbe risultare del tutto inefficace, perché non si pomperebbe liquidità laddove si necessita (Sud Europa), ma probabilmente verso gli stati del Nord, come la Germania, dove gli istituti non hanno attenuato il loro legame con l’economia reale. In tal modo, però, anziché far fluire il denaro dove ce ne sarebbe bisogno, questo andrebbe a beneficiare chi già oggi non ha problemi, ampliando le differenze tra Nord e Sud dell’Area Euro. Tuttavia, Francoforte non sarebbe chiusa all’ipotesi di nuovi tagli, come prevedono alcuni analisti, secondo cui un abbassamento potrebbe avvenire già nei prossimi mesi. Di certo, però, non sarebbe una mossa efficace sul fronte interno, quanto potrebbe semmai giovare ad attenuare la forza dell’euro, rispetto al dollaro e allo yen, visto che negli USA e in Giappone i tassi sono ancora fermi tra lo 0 e lo 0,1% (A chi serve l’Euro forte? Export da record per la Germania e Euro forte, diversificare in dollari o yen? Si ma senza fretta). Ciò favorirebbe il deflusso dei capitali, anche se bisogna stare attenti a ché ciò non si traduca in una fuga dai bond già in crisi di domanda, come BoT e BTp, sempre meno in mani straniere.

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Argomenti: Crisi Euro