Roma-Liverpool, sfida Champions da 700 milioni: e i giallorossi cercano lo sponsor

La Roma sfiderà il Liverpool alle semifinali di Champions League. Tra i due club si registrano numeri profondamente differenti sul piano finanziario.

di Giuseppe Timpone, pubblicato il
La Roma sfiderà il Liverpool alle semifinali di Champions League. Tra i due club si registrano numeri profondamente differenti sul piano finanziario.

Saranno gli inglesi del Liverpool di Juergen Klopp a sfidare la Roma alle semifinali di Champions League. Come già accaduto per i quarti, la gara di andata i giallorossi la disputeranno in trasferta, cosa che consentirà loro di giocarsi il tutto e per tutto in casa, tra i tifosi all’apice dell’eccitazione dopo avere assistito al miracolo dell’Olimpico di martedì scorso contro il Barcellona di Lionel Messi, rimontando per 3 reti a 0 un risultato che all’andata era stato negativo per la squadra capitolina per 4 a 1. Contro il Liverpool la Roma dovrà cercare di pareggiare i conti dopo ben 34 anni. Era il 1984 e la 29-esima edizione dell’allora Coppa dei Campioni si giocò proprio all’Olimpico, dove la squadra di casa, considerata la più forte di sempre e che vantava in rosa nomi come Bruno Conti e Ciccio Graziani, perse clamorosamente la finale ai rigori, gettando nello sconforto uno stadio gremito di 70.000 tifosi.

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Per cancellare l’onta di quel passato bisogna compiere un’altra impresa. E se quella con il Barcellona è sembrata la vittoria di Davide contro Golia, non da meno lo sarebbe un risultato positivo per i giallorossi contro i “reds”, che sul piano finanziario si mostrano veri colossi contro la relativamente piccola squadra romana. Il Liverpool ha chiuso il bilancio 2016/2017 con ricavi per 424,2 milioni di euro, in aumento dell’82% su base quinquennale, trainati dal boom dei diritti televisivi, cresciuti di oltre il 133% nel periodo. E, tuttavia, il loro peso sul fatturato totale ammonta al 43%, mentre il canale commerciale vale più del 38%. Il restante quasi 19% proviene dalla vendita dei biglietti allo stadio. Quest’ultima percentuale giace a poco meno della media dei due principali club spagnoli.

E nella scorsa stagione, i profitti sono stati pari a 39 milioni di sterline, che al cambio attuale contro l’euro fanno 45 milioni. Nel 2015/2016, il risultato finale era stato negativo per 21 milioni. Nell’ultimo biennio, quindi, il club di Premier League ha cumulato un attivo di oltre 20 milioni. Quasi i due terzi del fatturato (62,6%) se ne vanno in stipendi per i giocatori, pari complessivamente a 266 milioni.

I conti della Roma

E passiamo alla Roma. Ha chiuso l’ultimo bilancio con un fatturato di 278,4 milioni (+110% rispetto a 5 anni prima), ma quello operativo è stato di appena 175 milioni, circa 40 milioni in meno della stagione precedente, a causa della mancata partecipazione alle coppe europee. Il 60% del fatturato è arrivato dai diritti, il 20% dai biglietti e il restante 20% dal canale commerciale. Notiamo, dunque, una maggiore dipendenza dai diritti televisivi e una minore capacità di fare cassa sfruttando il merchandising, rispetto alla rivale di settimana prossima. E se al 30 giugno 2017 ha registrato una perdita netta di 42,6 milioni, in accelerazione dai 14 milioni dell’anno prossimo, in due anni il segno è stato negativo per quasi 57 milioni. Quanto al monte-ingaggi, parliamo di 92,4 milioni, appena il 40% di quanto incida la rosa sui bilanci del Liverpool. E già quest’anno, si è scesi sotto gli 86 milioni, complici le limitazioni in chiave UEFA sul mancato rispetto delle regole del “fair play” finanziario, che altrimenti porterebbero a sanzioni pesanti a maggio.

Ma la Roma è anche l’unico tra i grandi club europei a essere rimasta senza uno sponsor principale sulle maglie. Il patron James Pallotta è occupato proprio a trovargliene un paio e in questi giorni starebbe valutando positivamente l’offerta della casa automobilistica Hyundai di 10-12 milioni di euro in 3 anni per far figurare il proprio marchio sul retro delle divise giallorosse. Sarebbero 3,5-4 milioni in cassa ogni anno, ma nel caso l’accordo fosse siglato si andrebbe verosimilmente alla risoluzione del contratto con la Volvo con 2 anni di anticipo. E resta lo scoglio di uno sponsor principale, che stenta ad essere trovato. Anche per questo, martedì 24 aprile bisognerà giocare un’altra partita della vita contro gli inglesi. Il calcio italiano sta dando lezioni a quello europeo, nonostante la nostra nazionale viva la fase più difficile da oltre mezzo secolo a questa parte. E, però, i risultati in campo si alimentano anche dell’ultimo rigo del Conto Economico alla fine di ogni stagione. E qui, il “financial divide” tra i nostri top club e quelli di Inghilterra e Spagna, in particolare, tende ad accentuarsi a nostro sfavore. Per fortuna, il solo accesso alla semifinale consentirà a Pallotta di mettere le mani su non meno di 12-13 milioni ulteriori.

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Argomenti: Economia nel pallone