Robinhood reagisce alle critiche, nel frattempo crollano le azioni Kodak dopo il boom

La piattaforma di trading non mostrerà più le azioni più popolari, un modo per andare incontro alle forti critiche di questi mesi. Ed è tracollo per le azioni di uno dei titoli più tradati.

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La piattaforma di trading non mostrerà più le azioni più popolari, un modo per andare incontro alle forti critiche di questi mesi. Ed è tracollo per le azioni di uno dei titoli più tradati.

La piattaforma di trading online Robinhood ha annunciato che non mostrerà più i titoli più popolari tradati, cercando così di venire incontro alle feroci critiche subite in questi mesi. I detrattori sostengono che il sito alimenti una mentalità da casinò tra i traders, con rischi potenzialmente molto grossi a loro carico. A giugno, un giovane di 22 anni, tale Alex Kearns, si suicidò dopo avere confuso la sua posizione finanziaria netta con un grosso debito. E Robinhood è diventato popolarissimo proprio tra i più giovani, con 3 milioni di nuovi utenti registrati nei primi 4 mesi di quest’anno, probabilmente per la voglia di tanti di ammazzare il tempo in pieno “lockdown”.

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Nel secondo trimestre, il fatturato della società è raddoppiato a 180 milioni di dollari. Era di 91 milioni nel primo trimestre. Di questi, ben 111 milioni sono arrivati dal trading di opzioni, contratti che assegnano a chi li sottoscrive il diritto e non l’obbligo di acquistare o vendere un asset a un prezzo prefissato e a una certa data. In molti, li considerano rischiosi per la loro natura spesso poco comprensibile. Il boom dei ricavi è legato al balzo del trading sulla piattaforma. La società, infatti, applica commissioni di pochi centesimi sulla differenza o spread tra prezzo “buy” e quello “sell” degli iscritti.

Il caso Kodak

E se c’è un titolo che ha messo le ali in grossa parte grazie proprio a Robinhood è Kodak. La società, che fino a pochi anni fa era attiva nella produzione di rullini e nello sviluppo delle foto, dal 2012 si occupa di produrre macchinari per la diagnostica nella sanità.

Nelle scorse settimane, le azioni hanno segnato un boom del 1.500% in poche sedute dopo la notizia che il governo federale aveva concesso un prestito da 750 milioni alla società di Rochester per la produzione di farmaci.

Fatto sta che dopo il boom è arrivato il crollo: -68%! Adesso, ogni azione Kodak la si acquista a 10,73 dollari, pur sempre 5 volte in più di quanto costassero prima dell’impennata. Tuttavia, soltanto ieri hanno chiuso in calo di quasi il 28% sulla notizia che l’agenzia governativa americana Development Finance Corporation intende rinviare l’erogazione del prestito, volendo fare luce prima sul boom azionario precedente all’ufficializzazione dell’accordo di fine luglio. C’è il sospetto, in sostanza, che qualcuno abbia approfittato del caso per fare soldi ancor prima che la notizia del prestito fosse resa pubblica. Si tratterebbe del possibile reato di insider trading e ad essere finito nel mirino delle autorità vi è proprio il ceo, James Continenza, al quale furono offerte stock options solo qualche giorno prima del boom.

E Robinhood si è prestata meglio di ogni altra piattaforma a “gonfiare” le valutazioni del titolo, provocando una classica bolla finanziaria, per via di quella sua tendenza a puntare sulle azioni “hot”, segnalandole fino a qualche giorno fa esplicitamente agli iscritti, quasi inducendoli a comprare e vendere quelle più popolari del momento, ma finendo per diffondere una mentalità scarsamente legata all’analisi dei fondamentali e tecnica. Per tutte queste ragioni, sta già cercando di cambiare passo o almeno di mostrarsi meno una lotteria e più un vero sito di trading. Finora, la distinzione non è sempre stata ben chiara.

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