Rivoluzione sharing economy per Ikea: mobili in affitto in arrivo per il colosso dell’arredamento

La nuova strategia di Ikea sui mobili low cost da affittare divide. Ecco di che cosa si tratta.

di Chiara Lanari, pubblicato il
La nuova strategia di Ikea sui mobili low cost da affittare divide. Ecco di che cosa si tratta.

Ikea ha in mente un’altra rivoluzione per i mobili low cost: affittarli. La catena di arredamento low cost svedese, che ha fatto dei suoi complementi d’arredo un vero e proprio status symbol, si sta adattando alla sharing economy e al cambiamento della società. Non è passato molto tempo da quando Ikea aveva anticipato l’intenzione di aprire dei negozi nei centri delle città e creare mobili multifunzionali.

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Arrivano i mobili in affitto

Il mondo cambia, la popolazione si trasferisce nei centri urbani e le case diventano sempre più piccole e funzionali. Ikea ha pensato di seguire il trend e aprire i suoi negozi anche nelle città e non soltanto i grossi store nelle aree industriali a cui siamo abituati. Nei piani dell’azienda c’è anche la creazione di mobili multifunzionali in grado cioè di trasformarsi all’occorrenza. L’ultima novità riguarda la possibilità di affittare i mobili. Secondo quanto scrive il Corriere della Sera riportando le parole del sito svizzero «20 Minuten», Jesper Brodin, amministratore delegato di Ikea, avrebbe in mente di affittare mobili potrebbe stravolgere del tutto il modello di business seguito finora.

La nuova strategia a chi è rivolta?

Il target potenziale sarebbero studenti, expat e lavoratori che vivono temporaneamente lontano da casa e quindi non hanno la necessità di acquistare mobili per un appartamento che poi lasceranno. Da qui l’idea dell’affitto di mobili, soltanto alcuni tipi, un nuovo modello di business che si accompagna già al programma di restituzione ossia la riconsegna dei mobili usati in cambio di un compenso.

La strategia di Ikea di buttarsi sull’affitto di mobili divide. C’è chi la trova un’idea geniale, considerando che già negli Usa è una pratica consolidata da parte di altre catene, in un mercato americano dove la popolazione è itinerante e cambia spesso casa e città. D’altra parte c’è anche chi potrebbe non sentirsi a proprio agio con dei mobili non acquistati e non di proprietà, a cui potrebbe aggiungersi il timore di rovinarli e di pagare penali per il danno.

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Argomenti: Economia Europa, Social media e internet