Rivoluzione per pasta e riso: ecco cosa cambia con le nuove etichette

Cambiano le etichette per la pasta e il riso: da oggi le confezioni dovranno avere le indicazioni per alcune voci.

di Chiara Lanari, pubblicato il
Cambiano le etichette per la pasta e il riso: da oggi le confezioni dovranno avere le indicazioni per alcune voci.

E’ già stato ribattezzato come Pasta Day: oggi, martedì 13 febbraio, sono entrati in vigore i decreti interministeriali con cui si rende obbligatorio l’inserimento nell’etichetta del Paese d’origine del riso e del grano. Per Coldiretti, l’associazione di rappresentanza e assistenza dell’agricoltura italiana, è un’importante vittoria, un passo avanti decisivo nella chiarezza dell’etichetta e, soprattutto, nella possibilità di scelta del cliente finale, che avrà tutti gli elementi per decidere se acquistare o meno una pasta realizzata con il grano importato dagli altri Paesi dell’Unione Europea o extraeuropei.

Scelte consapevoli

Da oggi, con le nuove regole sulle etichette di pasta e riso, nessuno potrà dire di acquistare un prodotto al buio. Infatti, sull’etichetta comparirà sia la nazione dove è stato realizzato il prodotto, sia il Paese d’origine del grano e dello stesso riso. Sempre più spesso, la pasta e il riso in commercio in Italia sono realizzati con del grano non italiano. In alcuni casi, il grano arriva dal Canada, dove è consentito trattare il grano in preraccolta con il glifosato. Altre volte invece il riso arriva direttamente dalla Birmania, da quegli stessi campi sottratti con la forza e la violenza al popolo dei Rohingya. A sottolinearlo è Roberto Moncalvo, presidente della Coldiretti, che ci tiene a rimarcare il dato sull’acquisto trasparente (rispetto al passato).

Le indicazioni in etichetta possono essere fino a 3. Dalla giornata di oggi, le confezioni di pasta e riso dovranno avere in etichetta le indicazioni per le seguenti voci: “Paese di coltivazione del riso”, “Paese di lavorazione”, “Paese di confezionamento”. Va da sé che le due voci più importanti sono la prima e la seconda, con cui si indicano il Paese di origine e quello di lavorazione del grano. Da oggi, dunque, sarà più semplice sapere se la pasta o il riso che mangiamo arrivano realmente dal nostro Paese oppure hanno, il più delle volte, una provenienza extraeuropea.

Leggi anche: Pasta: arriva la nuova etichetta con l’origine, ma non durerà a lungo

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Argomenti: Economia Europa, Economia Italia, Inchieste alimentari e scandali economici