Riunione Fed, tassi USA e questione bond in portafoglio

La Federal Reserve potrebbe iniziare a tagliare il suo bilancio dalla fine dell'anno e fornire da domani indicazioni più chiare sulle modalità. Atteso anche il quarto rialzo dei tassi USA dall'inizio della stretta monetaria.

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La Federal Reserve potrebbe iniziare a tagliare il suo bilancio dalla fine dell'anno e fornire da domani indicazioni più chiare sulle modalità. Atteso anche il quarto rialzo dei tassi USA dall'inizio della stretta monetaria.

Si riunisce oggi e domani il Fomc, il braccio di politica monetaria della Federal Reserve, chiamato a decidere il da farsi sui tassi USA. Secondo gli analisti, l’istituto dovrebbe comunicare domani sera una stretta di altri 25 punti base per la quarta volta dal dicembre 2015 (incluso), portando i tassi americani al nuovo range dell’1-1,25%. I toni potrebbero restare improntati alla prudenza, nonostante i mercati stimino un ulteriore rialzo dei tassi entro l’anno.

Il tasso d’inflazione monitorato con preferenza dalla Fed è sceso a maggio all’1,5% dall’1,8% di giugno, allontanandosi dal target del 2%.

Ma potrebbe non essere questo l’aspetto più interessante delle comunicazioni ufficiali della Fed, chiamata anche a fornire maggiori dettagli e con largo anticipo sul ventilato piano di riduzione dei bond in portafoglio. Alla fine del 2008, prima che l’istituto s’imbarcasse in tre cicli di “quantitative easing”, dando vita a una politica monetaria ultra-espansiva senza precedenti, il suo bilancio era di 900 miliardi di dollari, mentre adesso risulta salito a 4.200 miliardi, a seguito dell’acquisto di obbligazioni coperte dalla garanzia immobiliari (Mbs) e Treasuries. (Leggi anche: La Fed inizierà a vendere bond sul mercato)

Come ridurre il portafoglio titoli Fed

Esisterebbero diverse strategie per smaltire i titoli in portafoglio. Quella più radicale sarebbe di rivenderli sul mercato secondario, ma innescando una brusca caduta dei prezzi e un conseguente rialzo dei rendimenti, che nessuno, Fed per prima, vuole. Pertanto, il governatore Janet Yellen quasi certamente punterà su una strategia passiva, ovvero quella di non reinvestire più alla scadenza almeno parte dei titoli.

Il mercato cerca di capire quando tale operazione inizierebbe e in quale misura. Paul Eitelman di Russell spiega di attendersi un avvio del dimagrimento del portafoglio titoli dalla fine di quest’anno e per cinque anni al ritmo mensile di 10 miliardi di dollari. In altre parole, la Fed farebbe scadere senza reinvestire 10 miliardi tra Treasuries e Mbs al mese.

L’obiettivo finale dell’istituto sarebbe di scendere a un bilancio di 2.000 miliardi, più che dimezzato rispetto ai livelli attuali.

Per raggiungere tale obiettivo senza intaccare i rendimenti sui mercati, la Yellen potrebbe optare per una soluzione molto “soft” per i primi mesi, non reinvestendo basse quantità di titoli, ma salendo gradualmente, una volta testata la resilienza dei bond al nuovo corso. (Leggi anche: Cosa farà la Fed con i 4.200 miliardi di bond USA in cassa?)

L’impatto sui rendimenti Treasuries

Da qui ai primi mesi del 2018, stando al Prof Anthony Karydakis della New York University, la Fed si porrebbe un rendimento-obiettivo del 3% per i Treasuries decennali. Considerando che al momento si attestino al 2,2%, scendendo dal 2,6% toccato a marzo, vi sarebbe sufficiente spazio per procedere con la stretta monetaria e dimagrire un po’ il bilancio della Fed, sotto la lente del Congresso a maggioranza repubblicana, che ambisce a una maggiore indipendenza dell’istituto rispetto alle ragioni della politica.

Il presidente Donald Trump era stato piuttosto duro contro il governatore in campagna elettorale, accusandola di agire nell’interesse dell’amministrazione Obama, azzerando i tassi. Dal suo ingresso alla Casa Bianca, però, non ha più reiterato gli attacchi alla Yellen. D’altronde, è merce rara un politico che chieda un aumento dei tassi mentre sta al governo. (Leggi anche: Trump accusa la Yellen sui tassi Fed)

 

 

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