L’impatto delle elezioni in Germania sul board BCE di domani non sarà facile da gestire

Francoforte confermerà quasi certamente l'entità degli acquisti di bond con il PEPP, ma potrebbe tenersi le mani libere per i prossimi mesi.

di , pubblicato il
Riunione board BCE

Quarta riunione del board di quest’anno per la BCE nella giornata di domani. Quasi certamente, l’istituto confermerà il ritmo degli acquisti di bond effettuati con il PEPP, il piano di emergenza da 1.850 miliardi di euro e in scadenza nel marzo 2022. L’appuntamento arriva in una fase piuttosto tranquilla, almeno in apparenza, sia sul piano politico che finanziario. Tutti gli stati stanno riaprendo gradualmente le attività, allentando le restrizioni anti-Covid. I contagi e i morti diminuiscono costantemente, le campagne vaccinali nazionali progrediscono senza più particolari intoppi e il rimbalzo del PIL è atteso vigoroso per la seconda metà dell’anno.

Eppure, qualche novità negli ultimi giorni c’è stata. Non andrebbe enfatizzata, ma insieme a qualche altro indizio inizierebbe a riscrivere la narrazione circa il futuro politico in Germania. Domenica scorsa, l’Alta Sassonia è andata al voto per le regionali. Il Land più povero e irrequieto elettoralmente ha assegnato una netta vittoria alla CDU, il partito cristiano-democratico della cancelliera Angela Merkel. Guadagna oltre il 7% rispetto alle elezioni precedenti e si porta sopra il 37%. Gli euroscettici dell’AfD, invece, arretrano del 3,5% al 21%. Ma l’altra vera notizia è stata che i Verdi, pur salendo qualcosina, siano rimasti in area 6%, scavalcati dai liberali dell’FDP a +1,4%.

I Verdi da mesi veleggiano nei sondaggi su percentuali elevate e sopra il 20%, arrivando a conquistare il primo posto e facendo intravedere così una possibile cancelleria ambientalista per i prossimi 4 anni. Tuttavia, nelle ultimissime settimane il loro consenso si sarebbe sgonfiato. Ad esempio, se INSA li dava in testa di 1 punto sulla CDU-CSU solamente tra il 18 e il 21 maggio, adesso li dà dietro di 6 punti.

L’impatto sulla riunione BCE di domani

Cosa c’entra questo quadro con la riunione BCE di domani? Molto più di quanto pensiamo.

Negli ultimi tempi, a Bruxelles e Francoforte qualcuno aveva venduto la pelle dell’orso prima che questo fosse ucciso. Invece, le probabilità che i conservatori tedeschi tengano la cancelleria sono drasticamente risalite. E con esse, quelle di una richiesta di normalizzazione monetaria e fiscale da parte della prima economia europea già dai prossimi mesi.

Certo, i Verdi potrebbero entrare nella prossima coalizione al governo federale, insieme a CDU-CSU e FDP. Nascerebbe la coalizione Jamaica, dai colori dei partiti che la comporrebbero uguali a quelli della bandiera dello stato americano. E questo avrebbe un impatto non secondario sulle politiche in Germania. Tuttavia, finché i conservatori terranno la cancelleria, colpi di testa come cancellazione dei debiti, fine del Patto di stabilità, tolleranza di tassi d’inflazione sopra il target e acquisti di bond massicci e infiniti saranno tenuti alla larga dai centri decisionali europei.

La riunione BCE di domani sarà più complicata di quanto avessimo immaginato fino a poche settimane fa. Attenzione, non ci saranno annunci di rilievo. Gli stimoli monetari saranno confermati nei tempi e nelle quantità, di rialzo dei tassi non si farà neppure cenno, il linguaggio sarà tenuto molto accomodante. Ma ci saranno anche le nuove previsioni macro sull’Eurozona per questo triennio. Probabile che PIL e inflazione saranno riviste al rialzo rispetto alle stime di marzo. E già questo dato in sé di ottimismo renderebbe meno giustificabili gli stimoli monetari a medio termine.

Un autunno “caldo”?

Se il governatore Christine Lagarde dovesse abbondare con l’ottimismo in conferenza stampa, sarebbe il segnale implicito che la BCE si riservi di mutare linea nei prossimi mesi in virtù di un approccio “data dependent”. Dall’interno dell’istituto, le posizioni della Bundesbank riacquistano quello spessore che hanno sempre storicamente avuto. Fino a qualche settimana fa, si pensava e/o sperava che lo stravolgimento politico tedesco le avrebbe indebolite e quasi annichilite; adesso, iniziamo a prendere atto che a Berlino non dovrebbe cambiare così tanto come abbiamo immaginato.

E state certi che il Leitmotiv della campagna elettorale da qui a settembre sarà proprio questo: la contrapposizione tra chi vorrebbe cestinare decenni di rigore fiscale e monetario (Verdi) e chi vorrebbe tutelare tale stabilità guadagnata con sacrifici e ostinazione (conservatori e liberali) dai tentativi di assalto alla diligenza che arrivano dal Sud Europa. E in caso di vittoria della CDU-CSU, il messaggio alla BCE sarebbe piuttosto chiaro: ritorno all’ordine nel più breve tempo possibile. Sarà un autunno tutt’altro che semplice per l’Italia.

[email protected] 

Argomenti: , , , , , ,