Riunione BCE, Draghi dispenserà buone notizie il 2 giugno?

Riunione BCE giovedì. Che annuncerà Mario Draghi? Ecco quale notizia positiva darebbe.

di Giuseppe Timpone, pubblicato il
Riunione BCE giovedì. Che annuncerà Mario Draghi? Ecco quale notizia positiva darebbe.

Quante volte abbiamo scritto che il successo della politica monetaria della BCE è legato strettamente alla risalita o meno delle quotazioni del petrolio e delle altre materie prime? Ebbene, questo giovedì, il 2 giugno, quasi a suggellare questa realtà si tengono due eventi legati tra di loro ed entrambi nella medesima città: Vienna. Da un lato, i 13 produttori dell’OPEC si riuniscono per decidere principalmente cosa fare per ravvivare i prezzi del petrolio, mentre nelle stesse ore sarà in corso il board della BCE, il quarto dell’anno.

La riunione della BCE sarà il driver principale del mercato per questa settimana e cade proprio all’inizio degli acquisti dei “corporate bond”, decisi dall’istituto il 10 marzo scorso e a decorrere da giugno. In conferenza stampa, il governatore Mario Draghi potrebbe sorprendere positivamente, non annunciando l’ennesimo potenziamento degli stimoli – cosa inattesa per questo board – quanto rivedendo al rialzo le stime sull’inflazione nell’Eurozona per il triennio in corso e che a marzo erano rispettivamente allo 0,1%, 1,3% e 1,6%.

Riunione BCE, revisione al rialzo di inflazione Eurozona?

Il boom delle quotazioni del greggio, pari al +75% dai minimi dell’anno, potrebbero far rivedere a Francoforte le stime in crescita di qualche decimale. Se accadesse, non è detto che il mercato reagirebbe bene, in quanto s’indebolirebbero le attese per una nuova “sfornata” di stimoli.

Per questo, attendiamoci che contestualmente alla possibile revisione rialzista delle stime sull’inflazione (meno probabile sul pil dell’Eurozona), Draghi confermerà di tenersi pronto a reagire all’occorrenza con strumenti tendenzialmente infiniti.

Gli analisti vedono bassissime le probabilità di un nuovo intervento tra 3 giorni, nulle a luglio. Al contrario, stimano in oltre il 50% che i nuovi stimoli possano arrivare con il board di settembre, poco sopra il 10% negli ultimi due appuntamenti dell’anno.

Quali stimoli BCE

Quanto alle misure da varare, l’84% ritiene che sarà annunciato un QE di durata più lunga rispetto alla scadenza attuale del marzo 2017 (già prorogata di 6 mesi), più del 40% crede che saranno tagliati ulteriormente i tassi overnight sui depositi delle banche, il 16% che saranno potenziati gli acquisti mensili, mentre sono pochissimi a pensare che la BCE arriverà a inserire tra gli assets acquistabili con il QE anche le azioni. Almeno per ora.

 

 

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Argomenti: Crisi Euro, Economia Europa, Mario Draghi, quantitative easing, stimoli monetari