Risultati elezioni, chi ha vinto e chi ha perso (a spese nostre)

Bersani ha vinto ma non abbastanza, Grillo è la “rivelazione”, Berlusconi sorprende e i “trombati illustri” vanno a casa con un buon premio di consolazione. Ci sono poi i "miracolati" che si sono salvati in corner

di Alessandra De Angelis, pubblicato il
Bersani ha vinto ma non abbastanza, Grillo è la “rivelazione”, Berlusconi sorprende e i “trombati illustri” vanno a casa con un buon premio di consolazione. Ci sono poi i

Tra gli elettori c’è ancora chi, a distanza di due giorni dalla conclusione dello spoglio delle politiche, continua a chiedersi: ma chi ha vinto? E in effetti i risultati delle elezioni politiche 2013, considerati solo dal punto di vista numerico, non riflettono i veri vincitori e gli sconfitti. Chi ha vinto in realtà ha perso: come è possibile? Scopriamo cosa c’è dietro.  

Pd e Bersani: come perdere le elezioni più facili della storia

La coalizione del Pd ha vinto ma non abbastanza. E’ stata infatti la più votata ma se per vincere intendiamo poter formare un governo allora Bersani è il primo dei perdenti (perfino il suo paese natale, Bettola, gli volta le spalle). In rete molti pentiti delle primarie rimpiangono Matteo Renzi (che non commenta ma ha fatto il pieno al camper).    

Rimonta Pdl: il giaguaro mantiene le macchie

Bicchiere mezzo pieno per Berlusconi (che ben si guarda dal sottolineare che rispetto al 2008 ha perso sei milioni di voti). Ma un dato è certo: era dato per spacciato e invece portando la coalizione Pdl – Lega al 30% riesce a non far governare il Pd (Elezioni, rebus maggioranze: o intesa PD-PDL o nuovo voto).  

Le disfatte clamorose

Non ci sono dubbi che si respiri aria da Caporetto a casa Ingroia e Giannino. Non ci sarà nessuna Rivoluzione Civile, e almeno nella prossima legislatura, dovrà essere qualcun altro a fare qualcosa per Fermare il declino. Molto male anche Monti, che entra alla Camera per un soffio ma con 18 senatori non avrà alcun peso politico.  

Boom di Grillo

Con più di otto milioni e mezzo di voti alla Camera è il primo partito: il Movimento 5 Stelle è stato definito la vera rivelazione di queste elezioni. Ma si può parlare di rivelazione veramente? Ma quale effetto sorpresa: le piazze piene e la rabbia della rete erano sotto gli occhi di tutti, solo che in molti hanno voluto far finta di non vederli. Ma quel che è certo è che lo tsunami c’è stato e ha spazzato via molti vecchi volti dal Parlamento (Movimento 5 Stelle primo partito: i commenti di Beppe Grillo)  

Nuovo parlamento i non eletti illustri ovvero i trombati alle elezioni

Tra i “trombati illustri” della Camera c’è l’ex presidente Gianfranco Fini ( e con lui i fedelissimi che lo seguirono tre anni fa nello strappo clamoroso dal Pdl, in primis Italo Bocchino, Fabio Granata e Carmelo Briguglio). Certo con un assegno di fine mandato da 260 mila euro netti potrà comprarsi la poltrona che desidera… da mettere in casa però! Bocchino dovrà aspettare 17 anni per andare in pensione ma intanto si becca una liquidazione di circa 150 mila euro. Ingroia trascina nella sconfitta Antonio di Pietro che ora ammette di dover fare un esame di coscienza. Per lui è la seconda bocciatura (e la seconda liquidazione) quindi dovrà accontentarsi di 60 mila euro. Affonda con Rivoluzione Civile anche Giovanni Favia, che ora avrà molto tempo per andare in tv, sempre se qualcuno lo chiamerà ancora. Portone chiuso per l’ex presidente del Senato Franco Marini (liquidazione da 188 mila euro e pensione mensile di 5.300 euro netti da sommare a quella da sindacalista), per i radicali di amnistia, giustizia e libertà e per Casapound. A volte ritornano: Razzi e Scilipoti ottengono la loro poltrona. I due ex Idv escono dalla finestra di Montecitorio e rientrano dal portone di Palazzo Madama con il Pdl. Roberto Formigoni ha già preso tutte le sue cose dal Pirellone, pronto a sfoggiare le sue camicie in Senato.  

Gli onorevoli che si sono salvati in corner

Salvo in corner anche Pier Ferdinando Casini (che già distribuisce complimenti a tutti i vincitori) tra i centristi non mancano i “disoccupati” (vedi Lorenzo Cesa, Rocco Buttiglione e Paola Binetti). Biglietto d’uscita per Emma Bonino che però vince Win for Life: come vicepresidente del Senato uscente, incasserà una liquidazione da 60 mila euro e una pensione mensile di 6.500 euro netti. Valentina Vezzali strappa la medaglia da parlamentare: anche lei quindi si aggiudica l’”oro”… a vita!

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Argomenti: Politica