Riserve di oro in caduta libera in Svizzera, la SNB punta su euro e dollaro

La Svizzera ha falcidiato il peso dell'oro tra le riserve e aumentato quello di euro e dollari. Il confronto con il 2008 mostra gli stravolgimenti avvenuti in questi anni.

di Giuseppe Timpone, pubblicato il
La Svizzera ha falcidiato il peso dell'oro tra le riserve e aumentato quello di euro e dollari. Il confronto con il 2008 mostra gli stravolgimenti avvenuti in questi anni.

La banca centrale svizzera, la Schweizerische National-Bank (SNB), ha aumentato le riserve valutarie di 60 miliardi di franchi nel 2015 a quota 600 miliardi. Lo confermano i dati ufficiali dello stesso istituto, che denota così una profonda trasformazione sia qualitativa che quantitativa della composizione delle sue riserve. Alla fine dello scorso anno, il 40% delle riserve svizzere erano rappresentate da euro, il 30% da dollari, il 10% da yen, l’8% da sterline e solo per il 5% da oro. Il confronto con il bilancio del 2008 è indicativo dei mutamenti avvenuti in questi anni di crisi: allora, il 40% delle riserve erano ancora in oro, il 30% in euro, il 20% in dollari. In totale, poi, il loro valore ammontava ad appena 78 miliardi.

Crolla peso riserve oro Svizzera

Nel giro di appena 7 anni, quindi, il valore delle riserve si è moltiplicato per 7,7 volte e oggi ormai supera quello del pil elvetico. Ma il mutamento è stato anche sul piano qualitativo. Il peso dell’oro si è ridotto di ben 8 volte, anche se da un punto di vista nominale, il controvalore del metallo è rimasto sostanzialmente inalterato intorno ai 30 miliardi di franchi. Dopo anni di massicce cessioni sul mercato (nel 2007 erano state vendute ben 250 tonnellate di oro dalla SNB), dal 2008 sono rimaste stabili a 1.040 tonnellate. Da un lato, il loro valore in dollari da allora risulta cresciuto di un terzo, dall’altro lato, però, il dollaro si è indebolito di circa il 20% in questi anni contro il franco svizzero.      

Franco svizzero rimane super, malgrado tassi negativi

Se il peso del metallo crolla – tanto che meno di un anno e mezzo fa era stato indetto un referendum sulla proposta della destra di vincolare la SNB a detenere tra le sue riserve oro per non meno di un quinto del totale – è boom per gli assets in euro. Questi valevano circa 23,5 miliardi di franchi nel 2008, ma sono saliti al valore di 240 miliardi alla fine del 2015. E dire che da allora la moneta unica ha perso il 27% contro la valuta elvetica, cosa che avrebbe dovuto diminuirne il valore in franchi, a parità di assets. Forte è stato anche il balzo dei titoli detenuti in dollari, passati in valore assoluto da 16 a 180 miliardi. Avendo puntato sulla carta, anziché sugli assets solidi come l’oro, ed essendosi rafforzato il franco, dopo l’abbandono del cambio minimo all’inizio del 2015, la SNB ha accusato una maxi-perdita di 23 miliardi nell’ultimo esercizio, quando l’anno precedente aveva registrato un utile record di 38 miliardi. In realtà, l’accumulo di riserve in valuta straniera è dovuto alla volontà dell’istituto di non consentire un ulteriore rafforzamento del cambio, data la deflazione in corso nel paese sin dalla fine del 2014 e la frenata dell’economia, che pure ha schivato la recessione. Il governatore Thomas Jordan ha ribadito anche all’ultimo board di essere pronto a intervenire sui mercati per evitare che il franco resti “sopravvalutato”. La SNB ha adottato senza apparenti successi anche i tassi negativi, che sui depositi delle banche sono stati abbassati al -0,75%, ma le spinte rialziste sul cambio rimangono, come dimostrano i rendimenti negativi dei bond pubblici elvetici fino alla scadenza dei 15 anni (record mondiale!) e di appena lo 0,25% per i trentennali.

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Argomenti: cambio minimo, Economie Europa, Franco svizzero, Oro