Rischio Inflazione: come proteggere gli investimenti? La parola di J.P.Morgan

L’uscita dalla crisi economica innescata dalla pandemia è incoraggiante, ma sul futuro incombe il rischio inflazione.

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L’uscita dalla crisi economica innescata dalla pandemia è incoraggiante, ma sul futuro incombe il rischio inflazione.

L’uscita dalla crisi economica innescata dalla pandemia è incoraggiante, ma sul futuro incombe il rischio inflazione.

Maria Paola Toschi, Market Strategist di J.P. Morgan Asset Management, analizza le forze contrastanti in campo e consiglia flessibilità, esposizione a materie prime e riduzione della duration.

Rischio inflazione: come dovrebbero proteggersi gli investitori?

Il tema sul rischio inflazione è al centro dell’attenzione degli investitori ed è decisamente complesso visto che le politiche fiscali e monetarie restino troppo accomodanti nel medio-lungo periodo.

Come dovrebbero proteggersi gli investitori? I titoli azionari potrebbero essere l’asset che potrebbero beneficiare del trend rialzista dei tassi.

Altra interessante strategia per gli investitori è rappresentata dalla ricerca di classi obbligazionarie solide.

A migliorare l’efficienza del portafoglio obbligazionario è l’esposizione a green bonds, ma anche l’esposizione ad asset immobiliari, infrastrutturali e raw materials.

Questa strategia di investimento potrebbe aiutare a ridurre la volatilità ed i rischi di drawdown.

Inflazione nel breve periodo: cosa bolle in pentola?

Nel breve periodo l’inflazione è attesa ancora in rialzo.

Un fattore inflazionistico è legato alla lenta ripresa dal lato della supply e della produzione che sta creando sacche di inefficienza e colli di bottiglia.

Tale spirale ha innescato un trend rialzistico dei prezzi, ma si tratterebbe di un fenomeno di natura transitoria.

Inoltre, sul fronte occupazionale, la politica dei sussidi attuata dal Presidente Biden potrebbe scoraggiare il ritorno al lavoro.

Nell’attuale scenario le aziende trovano mille difficoltà ad assumere nuove risorse umane e devono incrementare i salari per “occupare” i posti vacanti. Ciò alimenta la spirale inflazionistica.

Inflazione nel lungo periodo: lo scenario è sempre più complesso

Nel lungo periodo l’analisi economica si fa più complessa e alcuni fattori fanno pensare a un trend inflazionistico più sostenuto, dovuto alle politiche fiscali “generose”.

Se la politica monetaria dovesse rimanere troppo accomodante nel medio-lungo periodo l’ampia liquidità potrebbe innescare una spirale inflazionistica.

Anche la stessa l’implementazione delle politiche mirate alle emissioni zero potrebbe aver effetti inflazionistici.

Inoltre, si deve considerare anche la minore globalizzazione che potrebbe cagionare più frammentazione e meno efficienza.

Ci sono anche forze deflazionistiche?

Ebbene sì oltre alle spinte inflazionistiche ci sono fattori disinflazionistici.

La pandemia ha accelerato la transizione digitale e il successo degli E-Commerce. Inoltre, è cresciuto il divario sociale con conseguente schiacciamento della popolazione nelle fasce di reddito più basse.

Sul mercato occupazionale abbiamo assistito ad una netta riduzione della forza contrattuale dei sindacati ed è in netto calo l’occupazione femminile.

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