Rinnovo contratti statali: gli aumenti ad elastico mettono a rischio gli stipendi più bassi

Contratti statali rinnovo: ecco perché gli stipendi più bassi dei lavoratori statali sono a rischio dopo il rinnovo di febbraio.

di Chiara Lanari, pubblicato il
Contratti statali rinnovo: ecco perché gli stipendi più bassi dei lavoratori statali sono a rischio dopo il rinnovo di febbraio.

Continua a far discutere il rinnovo degli statali, atteso da dieci anni e che – secondo un approfondimento de IlSole24Ore – rischia di scatenare numerose polemiche da qui alle prossime settimane. Infatti, nonostante i proclami per l’accordo stretto con il governo, le sigle sindacali potrebbero essere chiamate a rispondere alle ultime novità non esattamente confortanti per tutti coloro che – tra gli statali – percepiscono uno stipendio basso. Sì, anche stavolta a rimetterci sono tutti coloro che hanno una retribuzione più bassa rispetto ai propri colleghi. Ora dopo ora, tra i lavoratori, aumenta il sospetto che tutto quanto fatto nelle settimane precedenti al voto del 4 marzo fosse soltanto uno spot elettorale.

L’elemento perequativo

IlSole24Ore ha fatto luce sulla natura degli aumenti che riguardano i contratti degli statali, dopo l’intesa raggiunta tra sindacati e governo nel corse del mese di febbraio. Per i ministeriali (i più fortunati, ndr), gli aumenti vanno dai 63 ai 117 euro lordi. A ciò si era aggiunto un ulteriore mini aumento, tra i 21 e 25,80 euro, definito elemento perequativo e destinato agli statali con i contratti più bassi. Quest’ultimo elemento è a tempo determinato, vale infatti fino a dicembre 2018, per un totale di 10 mensilità. Tradotto, a partire da gennaio 2019 i dipendenti di Regioni, scuola pubblica e sanità perderanno dai 20 ai 30 euro, degli 80 euro inizialmente previsti di aumento.

Lavoro nero alle stelle e stipendi miseri: quanto guadagnano gli irregolari e le regioni peggiori

La differenza tra stipendi alti e bassi

Ciò che fa più discutere è il fatto che gli stipendi più alti siano maggiormente tutelati rispetto a quelli bassi. Infatti, per chi percepisce uno stipendio superiore ai 2.000 euro, la parte volatile dell’aumento corrisponde a circa 4 euro, a fronte di una parte fissa pari a novanta euro. Invece, chi percepisce uno stipendio di poco inferiore ai 1.270 euro, la parte fissa è la metà (50 euro), mentre l’importo della parte variabile, che a dicembre non ci sarà più nella busta paga, ha un valore di circa 30 euro. IlSole24Ore li ha ribattezzati come aumenti ad elastico. Non a torto.

Leggi anche: Dipendenti statali: ecco quanto costano agli italiani

Condividi su
flipboard icon
Seguici su
flipboard icon
Argomenti: Crisi economica Italia, Economia Italia