'Rincari prezzi post coronavirus: rischio stangata per caffè, alimentari e non solo

Rincari prezzi post coronavirus: rischio stangata per caffè, alimentari e non solo

Con la riapertura di bar, ristoranti e negozi i rincari sono una possibilità da prendere in considerazione.

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Rincari Rc auto

La nuova fase 2 in cui hanno riaperto negozi, bar, ristoranti, parrucchieri e in cui gli italiani possono muoversi liberamente all’interno della propria Regione, porta con sè anche alcuni svantaggi legati ai rincari dei prezzi

Rincari in vista?

Come riporta il Corriere sono stati segnalati rialzi per i prezzi di un caffè a 1,30 euro e di un cappuccino a 1,80 euro ma la situazione dovrebbe essere più o meno la stessa in tutta Italia, pur considerando che non tutte le attività hanno alzato i prezzi in questione. Le associazioni dei consumatori parlano già di batosta per i cittadini italiani, già provati da licenziamenti, cig e riduzione dell’orario di lavoro che avrebbe così ridotto il potere di acquisto delle famiglie. 

Le ingenti spese a cui devono far fronte le attività per garantire il distanziamento sociale, i dispenser di igienizzanti e soprattutto per riempire il gap causato dalle perdite di questi mesi, e quelle che verranno a causa dei minori posti a disposizione, potrebbero provocare alcuni rincari. Il rialzo dei prezzi del caffè è solo uno degli esempi segnalati ma i rincari potrebbero riguardare anche altre categorie come abbigliamento, parrucchieri, alimentari e via dicendo. 

Aumento prezzi alimentari

Tra marzo ed aprile, durante la dura fase del lockdown, erano stati segnalati rincari al supermercato e meno promozioni rispetto al passato, anche in quell’occasione a rimetterci erano state le famiglie già provate dalla clausura forzata e la mancanza di lavoro, costrette a fare la spesa nel supermercato vicino casa e a prezzi maggiorati. L’Antitrust aveva poi aperto una inchiesta in merito. Ne avevamo parlato nell’articolo Rincari spesa e coronavirus: indagine Antitrust sui prezzi, supermercati interessati

Ad oggi, l’aumento dei prezzi dei beni alimentari è arrivato al +2,6%, in particolare per frutta e verdura.

Secondo Federconsumatori si è visto “un rincaro molto più marcato dei beni alimentari e per la cura della casa e della persona, con aumenti che arrivano persino a segnare quota +35% rispetto ai normali prezzi applicati in questa stagione”. Non è infatti un caso che durante il lockdown gli italiani hanno cambiato le abitudini di acquisto preferendo vitamine o prodotti a lunga conservazione. Secondo un report Ismea inoltre gli italiani hanno speso il 7% in più rispetto a prima con un’impennata del 18% dei consumi delle famiglie solo a marzo.

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