Rincari prezzi benzina e diesel: autunno di fuoco, ecco perché incide sul costo del cibo

I rincari del carburante pesano anche sul costo degli alimenti, lo fa notare Coldiretti in una nota.

di Chiara Lanari, pubblicato il
I rincari del carburante pesano anche sul costo degli alimenti, lo fa notare Coldiretti in una nota.

Ancora rincari per benzina e diesel. La stagione autunnale è iniziata con il salasso delle bollette di luce e gas, aumentate dal 1 ottobre, una guerra di prezzi che sembra coinvolgere anche i carburanti e di conseguenza anche il cibo. Dopo dei giorni piatti sul fronte rialzi, nelle ultime ore si sono notati nuovi rincari nelle pompe di distribuzione e secondo Coldiretti a rimetterci sarebbero anche i prezzi degli alimenti. Una conseguenza che avrebbe a che fare con i pesanti rincari per le aziende di logistica che a causa dei rialzi sono obbligate ad alzare il costo finale del cibo.

Ancora rincari

Andando ad esaminare gli ultimi prezzi, secondo quanto rileva Staffetta Quotidiana sui dati comunicati dall’Osservatorio prezzi del ministero dello Sviluppo economico, Eni avrebbe rincarato di 1 cent i prezzi di benzina e gasolio e di 2 cent quello del Gpl. Mediamente la benzina al self service ora costa 1,652 euro/litro, per il servito i prezzi sono a 1,767 euro/litro, il diesel al self è a quota 1,531 euro/litro, 1,651 euro/litro al servito mentre per il gasolio sono stati segnalati 0,673 euro/litro e per il metano 0,973 euro/kg. Per il gasolio l’aumento annuo è stato dell’11,4% arrivando a 1,531 euro al litro.

Cosa c’entra con il costo del cibo

Gli ennesimi aumenti del costo del carburante sono legati a quelli alimentari come fa notare Coldiretti in una nota poiché la maggior parte dei trasporti di cibo in Italia avviene su gomma e se aumentano i costi di benzina e diesel le aziende sono costrette ad agire sul prezzo finale degli alimenti: “In un paese come l’Italia dove l`88 per cento dei trasporti commerciali avviene su gomma l’aumento dei carburanti pesa notevolmente sui costi della logistica e sul prezzo finale di vendita dei prodotti. A subire gli effetti del caro benzina sono gli alimentari con ogni pasto che percorre in media quasi 2mila chilometri prima di giungere sulle tavole. L’aumento medio dei prezzi alimentari è infatti è risultato superiore del 27% rispetto alla media dell’inflazione pari a 1,5% a settembre secondo l’Istat”.


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Argomenti: Crisi economica Italia, Economia Italia