Rincari pedaggi autostrade, il governo punta a una moratoria negli aumenti

Si tenta di bloccare l'aumento dei rincari dei pedaggi autostradali previsti a partire dal 1° gennaio 2019.

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Si tenta di bloccare l'aumento dei rincari dei pedaggi autostradali previsti a partire dal 1° gennaio 2019.

Entro il 31 dicembre il governo dovrà arrivare a un accordo con i gestori per bloccare l’aumento dei rincari dei pedaggi autostradali previsti a partire dal 1° gennaio 2019. La trattativa va avanti da mesi. Il ministero delle Infrastrutture e dei Trasporti punta a una moratoria negli aumenti e, contemporaneamente, ad agganciare gli aumenti alla sola inflazione, come fatto dal precedente governo Letta (allora era Maurizio Lupi il ministro alle Infrastrutture.

Si cerca di scongiurare i rincari

Secondo quanto riportato dal Corriere della Sera in un approfondimento a cura del giornalista Fabio Savelli, siamo ormai alle battute finali, dopo che la trattativa è proseguita anche durante gli ultimi giorni festivi, senza però l’attesa fumata bianca a suggellare l’accordo tra le parti. Sulla carta, le distanze tra la direzione di Vigilanza sulle concessionarie e i gestori autostradali non dovrebbero essere così lontane. Mancano soltanto 3 giorni alla fine dell’anno, data ultima per l’approvazione del decreto relativo alle tariffe autostradali del prossimo anno. Per l’esecutivo, il rischio maggiore è che si ripeta una situazione simile a quella del 2014, quando il Consiglio di Stato accolse i ricorsi presentati dai gestori per la cancellazione dei rincari previsti inizialmente, salvo poi essere congelati e di fatto agganciati soltanto all’inflazione.

Rincari annuali dei pedaggi autostradali  legati agli investimenti delle società

Nell’articolo del Corriere della Sera viene riportata la parola “vacatio”, riferita a una situazione in cui formalmente l’Italia è in una via di mezzo tra il passato e il futuro. Fino a quest’anno, i rincari annuali dei pedaggi autostradali sono stati legati agli investimenti presunti delle società, che ottenevano con l’aumento delle tariffe una sorta di anticipo, oltre ad aumenti per l’eventuale aumento dei volumi di traffico, numeri riportati dai gestori stessi. Se da una parte il passato sembra sia stato messo definitivamente alle spalle, dall’altra parte non possiamo ancora dire con certezza di essere nella nuova fase, quella voluta fortemente dal governo gialloverde, in cui i rincari delle tariffe sono legate esclusivamente all’inflazione, quest’anno pari all’1,1 per cento.

Secondo quanto riportato dal Corriere della Sera nell’articolo a cura di Fabio Savelli, una delle maggiori spine nel fianco del governo durante la trattativa di questi giorni è rappresentato dal gruppo Toto, lo stesso che in questi anni ha messo a segno rincari a doppia cifra. Morale della favola? Esiste il pericolo che a rimetterci, come ogni anno, siano i milioni di automobilisti italiani che percorrono la rete autostradale e stradale italiana da nord a sud, con aumenti nella maggior parte dei casi ingiustificati.

Dal 2019, inoltre, c’è il forte rischio di altri pesanti rincari. Si parla di multe, tariffe Rc auto, a cui aggiungere quelle per le bollette del gas e prezzi dei trasporti come treni e aerei. L’inizio dell’anno, insomma, è ancora una volta all’insegna delle stangate per le famiglie.

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