Rincari pedaggi autostrade: ecco dove sono aumentati i prezzi

Il nuovo anno è iniziato con i rincari dei pedaggi autostradali: l'aumento più significativo si registra sugli 82 km gestiti dalla società Sitaf.

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Il nuovo anno è iniziato con i rincari dei pedaggi autostradali: l'aumento più significativo si registra sugli 82 km gestiti dalla società Sitaf.

Negli ultimi giorni del 2018 ha tenuto banco la trattativa tra il Governo e le 26 società che gestiscono la rete autostradale in Italia, riguardo al rincaro dei pedaggi. Nel nostro ultimo approfondimento, vi avevamo riportato le indiscrezioni secondo cui sarebbe stato scongiurato il nuovo aumento dei prezzi, divenuto nel corso degli ultimi anni una consuetudine ormai. Al termine della trattativa e alla luce del comunicato diffuso dal Ministero delle Infrastrutture e dei Trasporti, possiamo dire che la missione è stata (quasi) compiuta. Nella maggior parte dei casi, il termine esatto da utilizzare è sospensione, la cui durata varia da società a società. Gli automobilisti possono comunque ritenersi soddisfatti per l’accordo trovato dall’esecutivo gialloverde e i rappresentanti delle concessionarie che gestiscono la rete autostradale del nostro Paese.

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Le società che hanno rincarato i pedaggi autostradali nel 2019

L’aumento più significativo si registra sugli 82 km gestiti dalla società Sitaf (Barriera di Avigliana e Salbertrand), con una percentuale superiore al 6 per cento. Aumento analogo stabilito anche dalla concessionaria Rav (32 km totali, da Aosta al traforo del Monte Bianco), nell’ordine del 6 per cento, ad eccezione dei residenti pendolari dotati del telepass, per cui l’aumento è sospeso per 12 mesi. Rincaro significativo anche per i 62 km dell’autostrada A35 gestiti dalla società BreBeMi (Brescia-Bergamo-Milano), dove si segnala un aumento superiore al 4 per cento.

Queste le altre autostrade per cui sono scattati ugualmente i rincari dei pedaggi nonostante la trattativa serrata con il Governo negli ultimi due mesi dell’anno appena trascorso:

  • Autovia Padana (A21 Piacenza-Brescia): +0,1 per cento
  • Salt-Tronco AutoCisa (La Spezia-Parma e Parma-La Spezia): +1,86 per cento
  • Autostrada dei Fiori – Tronco A10 (Savona-Ventimiglia): +0,71 per cento
  • Autostrada dei Fiori – Tronco A6 (Torino-Savona): +2,2 per cento
  • Tangenziale di Napoli: +1,82 per cento
  • Cav (Padova Est-Venezia Est, Passante di Mestre, Tangenziale di Mestre, Raccordo autostradale tra la tangenziale di Mestre e l’aeroporto Marco Polo di Tessera: +2,06 per cento
  • Pedemontana Lombarda (A36 Cassano Magnago (VA) – Lentate sul Seveso (MB): +1,2 per cento
  • Teem (A58 Tangenziale esterna di Milano): +2,2 per cento

Autostrade per l’Italia sospende i rincari per i primi 6 mesi del 2019

Le buone notizie per gli automobilisti italiani arrivano da Autostrade per l’Italia, la società che da sola gestisce quasi metà della rete autostradale in Italia. Infatti, per i primi 6 mesi del 2019 la nota concessionaria ha deciso di sospendere gli aumenti dei prezzi, con i rincari che sarebbero stati pari allo 0,7 per cento. Nessun aumento anche nelle tratte autostradali gestite da Ativa, Autostrada del Brennero, Autovie Venete e Consorzio autostrade siciliane.

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