Rincari bollette telefoniche bloccate dall’Antitrust: cosa succederà adesso?

Nuove tegole per i tlc, l’Antitrust ha avviato la “sospensione cautelare” per i rincari delle bollette telefoniche a seguito del ritorno alla fatturazione mensile.

di Chiara Lanari, pubblicato il
Nuove tegole per i tlc, l’Antitrust ha avviato la “sospensione cautelare” per i rincari delle bollette telefoniche a seguito del ritorno alla fatturazione mensile.

Basta con gli aumenti delle bollette telefoniche dopo il ritorno alla fatturazione mensile. Per Tim, Vodafone, Wind, Tre e Fastweb l’Antitrust ha avviato la “sospensione cautelare” per i rincari previsti conseguentemente al ritorno delle fatture mensili. Tutto è iniziato dopo la decisione, obbligata, degli operatori di togliere le bollette a 28 giorni e tornare a quelle mensili ma accompagnate da evidenti rincari dell’8,6%, una sorta di accordo che i maggiori colossi avevano avviato tra loro per impedire che il cliente potesse recedere di fatto.

Che cosa accadrà

A febbraio era partita l’istruttoria che aveva il compito di verificare l’esistenza effettiva dell’intesa, esistenza che pare essere stata in qualche modo confermata: si parla anche di email scambiate, come riporta IlSole24ore, che testimonierebbero il cartello. L’Autorità aveva quindi intimato gli operatori a creare un’offerta personalizzata, considerando la stranezza in cui tutti insieme avevano comunicato il ritorno alla fatturazione mensile e l’aumento tariffario spalmato su 12 mesi anziché 13. Una posizione da cui sembra discostarsi Fastweb, che in una nota ha fatto sapere di aver sempre agito correttamente seguendo politiche commerciali indipendenti.

Bollette a 28 giorni: ecco come ottenere il rimborso

Già a gennaio i consumatori avevano segnalato gli aumenti dell’8,6%, sicuramente non un caso. In tal senso si è espresso anche Massimiliano Dona, presidente dell’Unione Nazionale Consumatori: “Avevamo segnalato la strategia commerciale coordinata e concertata delle compagnie telefoniche per far credere che gli aumenti dell’8,6% non ci fossero e che le modifiche contrattuali dipendessero solo dalla legge, determinando così l’effetto di limitare l’esercizio del diritto di recesso. Ovvio, infatti, che è inutile recedere se tutti fanno la stessa cosa e tutto è dovuto alla legge 172/2017. Peccato che non sia così! Ora speriamo che il procedimento si chiuda con una condanna“.

Cosa rischiano gli operatori

Si tratta, in ogni caso, di un provvedimento cautelare in cui l’Autorità invita Tim, Vodafone, Wind, Tre e Fastweb a definire un’offerta autonoma anche per tutelare il cliente visto che dal 24 marzo al 5 aprile, per legge, sarà obbligatorio tornare alla bolletta mensile. Con questo provvedimento l’Antitrust non vuole stabilire una specifica tariffa ma semplicemente invitare nell’immediato gli operatori a muoversi in maniera autonoma. In caso contrario potrebbe passare la massima sanzione per i telco ossia fino al 10% del fatturato annuo

Solo pochi giorni fa, oltretutto, l’Autorità aveva avvisato i telco a posticipare il calcolo della prima bolletta utile togliendo un numero di giorni pari a quelli consumati. Secondo Emanuela Bertucci, avvocato dell’Aduc, l’unico modo per difendersi è passare agli operatori minori.

Leggi anche: Tim, Vodafone, Wind, Tre Italia e Fastweb stop agli aumenti mensili

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Argomenti: Crisi economica Italia, Economia Italia