Rimborso biglietti Alitalia, così la compagnia incassa e scarica i debiti su noi cittadini

Lo stato si farà carico del rimborso dei biglietti venduti da Alitalia per voli dal 15 ottobre. Ma ITA alza la voce.

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Rimborso biglietti Alitalia

Alitalia continuerà a vendere biglietti per voli oltre il 14 ottobre fino al 15 agosto, data in cui dovrebbe iniziare a emetterli ITA. Il nuovo vettore, tuttavia, ha alzato la voce tramite l’amministratore delegato Fabrizio Lazzerini e il presidente Alfredo Altavilla. Entrambi hanno espresso perplessità circa questo comportamento della compagnia, in quanto nessuna certezza vi sarà sui posti prenotati dai passeggeri dopo la data del 14 ottobre 2021.

In sintesi, sta accadendo questo. Alitalia cesserà di volare il 14 ottobre e ITA decollerà il giorno seguente. Il passaggio di testimone, però, non potrà valere sui biglietti già venduti, in quanto l’Unione Europea pretende che formalmente vi sia discontinuità aziendale tra le due compagnie. E ciò presuppone l’assenza di qualsiasi automatismo circa l’eredità degli asset di Alitalia da parte di ITA. Per questo stesso motivo, il marchio dovrà essere acquisito tramite bando di gara.

Rimborso biglietti Alitalia, cosa c’è dietro?

Al fine di tutelare i passeggeri, lo stato ha già creato un fondo da 100 milioni di euro. Grazie ad esso, la riprotezione sarà assicurata a coloro che abbiano prenotato un volo per dopo la data del 15 ottobre prossimo. Sembrerebbe che al 31 maggio scorso, fossero 255 mila i biglietti venduti per quando Alitalia avrà cessato la sua attività. E si stima che il prezzo medio sia di 135 euro, per cui il fondo dovrebbe risultare più che capiente. Il punto è un altro: perché Alitalia continua a vendere biglietti per voli che sa che non potrà certamente garantire?

Sembrerebbe illogico e, invece, siamo dinnanzi a una furbata. Alitalia incassa denaro per servizi che non renderà, tanto alla fine pagherà pantalone, cioè tutti noi contribuenti. Se così non fosse, non ci sarebbe alcun bisogno del fondo statale, dato che dovrebbe essere la stessa Alitalia a rimborsare ai passeggeri il prezzo del biglietto non goduto.

Ma alla compagnia serve liquidità per tirare a campare per altre poche settimane. E pur di incamerarne il più possibile, si mostra ben disposta a prendere in giro il passeggero consentendogli di prenotare un volo che mai ci sarà.

Questo “modus operandi” non danneggia solo i contribuenti, ma anche la stessa ITA. Più biglietti stacca Alitalia per dopo il 14 ottobre e meno ne venderà la nuova compagnia per quando sarà operativa. Probabile, però, che dietro vi sia anche una seconda strategia dello stesso stato, ovvero di impedire che i vettori concorrenti stranieri approfittino del periodo di vuoto tra cessazione della vendita di biglietti Alitalia e avvio per quelli ITA. Se questo fosse l’obiettivo non dichiarato, tanto valeva anticipare la data di avvio della vendita dei biglietti con ITA. Ma i problemi oltrepasseranno la data del 15 agosto. Per allora, ITA inizierà le prenotazioni, ma in assenza del marchio Alitalia è probabile che molti passeggeri si rivolgeranno alla concorrenza. E l’asta per l’assegnazione del suddetto marchio non è pronta.

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