Rimborsi Regione Piemonte, le spese pazze dei consiglieri indagati

Indagati 52 consiglieri, tra cui il governatore leghista Cota e alcuni grillini: le accuse sono di peculato, truffa e finanziamento illecito ai partiti. Ma non tutte le posizioni sono uguali

di Alessandra De Angelis, pubblicato il

Nell’ambito dell’inchiesta sui rimborsi ai partiti, la Guardia di Finanza ha consegnato 52 avvisi di garanzia ad altrettanti membri del consiglio della Regione Piemonte. Coinvolti nell’inchiesta il governatore leghista Cota e alcuni grillini. I capi di accusa vanno dal peculato alla truffa passando per il finanziamento illecito ai partiti.  

Spese pazze Regione Piemonte: dai collari per mucche alle borse griffate

Tra le voci per i rimborsi chiesti dai consiglieri regionali ci sono viaggi in auto e buoni benzina ma anche spese pazze come collari per mucche, borse di Vouitton ed Hermes, cene di pesce, regali di nozze, gioielli Cartier ed altri oggetti costosi difficilmente ricollegabili all’attività politica. Nel complesso si tratta di circa un milione di euro. Ad una prima ricostruzione pare che più che singoli casi eclatanti (come quello Fiorito che nella Regione Lazio ha portato alle dimissioni di Renata Polverini), si tratti di un malcostume diffuso a carattere generale (salvo poche eccezioni). Certamente, come ha sottolineato  il procuratore capo Giancarlo Caselli, vi sono notevoli differenze tra le singole posizioni dei 52 consiglieri convocati, sia per la causale dei rimborsi sia per l’ammontare degli stessi.  

Cota Indagato ma non tutte le posizioni sono uguali: sette le mosche bianche

I capi di accusa sono essenzialmente di peculato e finanziamento illecito. In un caso appaiono possibili anche gli estremi  di truffa. 52 consiglieri sono chiamati a comparire in procura a partire dal 6 maggio: tutti tranne sette. Chi sono i “miracolati” della Regione Piemonte? Dalle prime indiscrezioni pare si tratti di Gianna Pentenero, Gianni Oliva, Elio Rostagno, Roberto Placido e Mauro Laus del Pd, Claudio Sacchetto della Lega, Sara Franchino dei Pensionati con Cota. Tra i politici per i quali è già confermato l’avviso ci sono il presidente della giunta regionale Roberto Cota, il presidente del Consiglio regionale Valerio Cattaneo del Pdl e i due nomi del Pd da poco entrati in Parlamento Stefano Lepri e Mino Taricco. Cota ha già ufficializzato la linea delle sua difesa: “Mi sono  già recato spontaneamente dai pubblici ministeri per chiarire la mia posizione. Sarò in qualsiasi momento a loro totale disposizione per ulteriori necessità”. Se i nomi dei sette al momento esclusi dall’inchiesta fossero confermati, vorrebbe dire che a ricevere l’avviso sono stati anche Davide Bono e Fabrizio Biolè, il primo ancora nel Movimento 5 Stelle e il secondo uscito da poco dopo alcune polemiche (e ora entrato ora nel gruppo misto). Pare che a loro sia stato contestata l’accusa di peculato per aver utilizzato i buoni benzina della Regione per raggiungere i luoghi delle manifestazioni No Tav in Valsusa.  

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Argomenti: Politica