Riforme: nell’agenda della Boschi è il turno del conflitto di interessi

Sull'agenda delle riforme del ministro Maria Elena Boschi è il turno della legge sul conflitto di interessi: Forza Italia e Fratelli d'Italia rispondono su Twitter.

di Daniele Sforza, pubblicato il
Sull'agenda delle riforme del ministro Maria Elena Boschi è il turno della legge sul conflitto di interessi: Forza Italia e Fratelli d'Italia rispondono su Twitter.

Per il ministro per le Riforme Maria Elena Boschi, se la tenacia che gli ex leader e premier hanno messo per contrastare la nuova riforma elettorale si fosse tradotta in egual misura per fare riforme concrete, tutto il Paese si sarebbe risparmiato molte fatiche. In un’intervista al Corriere della Sera, il ministro Boschi ha ribadito la voglia di fare del governo Renzi, puntellando il prossimo passo: sarà il turno della riforma sul conflitto di interessi, attesa da tanti e invocata da molti, attualmente in Commissione, prevista per la calendarizzazione in Aula entro giugno. Le dichiarazioni del ministro hanno lasciato una scia di polemiche, com’era lecito aspettarsi: per Forza Italia, la nuova riforma prende la forma di un vero e proprio ricatto.  

L’orgoglio post-Italicum

Il ministro Boschi non frena l’entusiasmo per il successo dell’Italicum, su cui il Presidente della Repubblica Mattarella ha messo ieri l’ultima firma. Il ballottaggio, secondo il ministro, indicherà “un vincitore certo” e con la nuova riforma spariranno le coalizioni litigiose e si indurranno i partiti a “una riflessione sul loro ruolo”. Ciliegina sulla torta: la novità della parità di genere, considerata un elemento di distinzione in tutta Europa. Ma l’abbandono di Civati del gruppo parlamentare apre la porta a nuove polemiche e ai fantasmi di una scissione.  

Problemi in seno al PD?

Scissione alle porte? Boschi è ottimista a riguardo: “La maggioranza è schiacciante. Non vogliamo una scissione e neppure la stessa minoranza la vuole. Senza parlare degli italiani che sono stanchi della nascita di nuovi piccoli partiti”. Ovviamente restano spiragli per eventuali dibattiti e discussioni di merito “sulle riforme costituzionali”. C’è quindi apertura “a un confronto vero, su varie ipotesi, dal sistema delle garanzie a modelli diversi d’elezione, sino all’equilibrio dei poteri”.  

Il PD svolta a destra?

L’unico tabù rotto dal Partito Democratico da quando si è insediato il governo Renzi è aver raggiunto il 40%: per il resto, le riforme e le misure prese non indicano una svolta a destra, anzi. Gli 80 euro, il divorzio breve e la riduzione delle tasse sul lavoro sono misure molto più di sinistra per Boschi, la quale afferma convinta che “la base, anche quella storia, sta con noi, crede nel nostro progetto e ci invita a non mollare”.

Le reazioni alla riforma sul conflitto di interessi

Naturalmente, a tenere banco c’è la riforma sul conflitto di interessi, prossima misura a essere spuntata dall’agenda delle riforme. E ovviamente non tutti sono d’accordo con le parole del ministro, puntando sul fatto che, come l’Italicum, il conflitto di interessi non è una priorità. Per il capogruppo di FI in Commissione Politiche della Ue a Montecitorio, Elvira Savino, è molto più importante pensare al “tasso di disoccupazione generale al 13% e giovanile al 43,1%”. Ma per la Savino, a Renzi non interessano i problemi reali, ma solo a costruire le basi per mantenere il potere anche nella prossima legislatura.   Dello stesso avviso, Giorgia Meloni (FdI), che su Twitter usa l’ironia, cinguettando: “Brava Boschi, è priorità. Come nel caso del padre di un ministro, vicepresidente di banca che trae benefici da leggi del governo”.   tweet-meloni

Sulla stessa lunghezza d’onda, Renato Brunetta, molto attivo su Twitter, che ha commentato così: “Dei ricatti di Maria Elena Boschi sul conflitto d’interessi ce ne facciamo un baffo. Matteo Renzi pensi ai suoi, con i suoi amichetti finanzieri”.

tweet-brunetta

Qualcosa ci dice che sarà un’estate molto calda.

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Argomenti: Politica