Riforma pensioni e reddito di cittadinanza subito: le rassicurazioni del premier Conte

Il reddito di cittadinanza verrebbe lanciato fin dal 2019 ma con un assegno più basso rispetto a quello ipotizzato in anticipo.

di Chiara Lanari, pubblicato il
Il reddito di cittadinanza verrebbe lanciato fin dal 2019 ma con un assegno più basso rispetto a quello ipotizzato in anticipo.

La prossima legge di Bilancio per il 2019 ospiterà sia la riforma pensioni che il reddito di cittadinanza. Le due misure, dunque, debutteranno in via ufficiale già dall’inizio del prossimo anno. A rassicurare tutti ci ha pensato il premier Conte, il quale ha confermato l’inserimento di tutte quelle riforme ritenute qualificanti dal governo Movimento 5 Stelle e Lega Nord. Tra queste, dovrebbe trovare spazio anche la flat tax, la misura principe del programma elettorale di Centrodestra. Resta ora da capire in che modo l’esecutivo riuscirà a trovare le risorse reperibili e quali saranno gli effettivi interventi in merito a due delle più grande riforma previste: le pensioni e il varo del reddito di cittadinanza.

Quota 100 per la riforma pensioni

Ormai ci sono pochi dubbi a riguardo. Quota 100 è il provvedimento più probabile per l’iniziale superamento della riforma Fornero. La misura, d’altronde, è contenuta all’interno del contratto di governo. Qui, quota 100 viene intesa come strumento previdenziale che consente di accedere alla pensione raggiunta la somma 100 tra età anagrafica e anni di lavoro. Di recente, Matteo Salvini intervistato dal Sole 24 Ore ha dichiarato che vuole confermare la quota 100 originaria, vale a dire senza paletti. Sulla questione il dibattito resta comunque acceso, dal momento che c’è da fare i conti con la spesa necessaria per un provvedimento simile. Costi che invece verrebbero dimezzati con l’introduzione del paletto anagrafico (64 anni di età), proposto da Alberto Brambilla (Itinerari Previdenziali).

Reddito di cittadinanza sì ma l’assegno si riduce

Dalle ultime indiscrezioni citate dai portali d’informazione, il reddito di cittadinanza verrebbe lanciato fin dal 2019 ma con un assegno più basso rispetto a quello ipotizzato in anticipo. Infatti, esso si attesterebbe intorno ai 500 euro, un importo più basso rispetto a quello previsto originariamente (780 euro, lo stesso della pensione di cittadinanza). Sì anche alla flat tax, anche se nella fase iniziale dovrebbe riguardare soltanto poche categorie di lavoratori, in primis coloro che possiedono una Partita Iva.

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Argomenti: Economia Italia, Politica, Politica italiana

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