Riforma elettorale: come funziona il modello ‘tedesco’, prime proiezioni e ipotesi voto a settembre

Arriva il sì del M5S e si va verso il modello tedesco e le elezioni anticipate a settembre. Come funziona la riforma elettorale e prime proiezioni.

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Arriva il sì del M5S e si va verso il modello tedesco e le elezioni anticipate a settembre. Come funziona la riforma elettorale e prime proiezioni.

Ci sarebbe l’accordo intorno alla riforma elettorale: il modello ‘tedesco’ è stato promosso anche dal M5S e potrebbe divenire, con alcuni aggiustamenti dovuti alla differenza tra la costituzione tedesca e quella italiana, la nuova legge elettorale italiana. Si tratta di una giusta mescolanza tra proporzionale e maggioritario: la soglia di sbarramento è del 5% e questo potrebbe comportare un sistema a 4 partiti, PD, M5S, Forza Italia e Lega Nord.

È chiaro, dunque, che questa formula piaccia ai partiti maggiori e non a quelli minori: gli scenari che si prospettano li analizziamo nell’articolo. Intanto, ecco un tentativo di semplificazione del complessissimo modello ‘tedesco’.

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Come funziona il modello ‘tedesco’: la riforma elettorale che piace a tutti i partiti (maggiori)

La legge elettorale tedesca, che potrebbe essere accolta in Italia, viene ritenuta di tipo ‘misto’, perché contempla elementi di proporzionalità e di maggioritario. I seggi del Bundestag sono 598 e la metà viene assegnata mediante collegi uninominali (maggioritario secco) e gli altri 299 con formula proporzionale su base di liste bloccate bell’ambito delle circoscrizioni (cioè i Laender). La soglia di sbarramento è del 5%, la quale può essere aggirata se vi sono almeno 3 eletti nella quota uninominale. L’elettore dunque, riceve una scheda con due indicazioni di voto: la prima è destinata al candidato del collegio uninominale e si vota la persona e non il partito; la seconda è per il partito che presenta i candidati nei differenti Laender e compariranno i primi cinque. Si può esprimere un voto dissociato ma non la preferenza sulla quota proporzionale (liste bloccate).

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Riforma elettorale, modello tedesco: le proiezioni e le ipotesi voto a settembre

È un dato di fatto: quasi tutti vogliono le elezioni anticipate e si parla con sempre maggiore insistenza di settembre. Matteo Renzi, perché vuole evitare che il ‘suo’ governo faccia una nuova legge di stabilità poco gradita all’elettorato; Silvio Berlusconi è più interessato al modello tedesco (perché apre le strade a un Nazareno-bis) e quindi potrebbe concordare se la riforma elettorale sarà questa; Matteo Salvini e il M5S vogliono le elezioni quanto prima, al di là di ogni considerazione.

Insomma, forse si è trovata la quadra. Ma quali sarebbero gli scenari.

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Se analizziamo gli ultimi sondaggi e li applichiamo alla nuova legge elettorale (compresa la soglia al 5%), abbiamo i seguenti risultati: PD (29,3%) con 217 seggi; M5S (28,6%) con 212 seggi; Lega Nord (13%) con 97 seggi; Forza Italia (12,4%) con 92 seggi – tutti gli altri partiti non entrerebbero in Parlamento, dunque un sistema, comunque, più maggioritario che non proporzionale, se si vuole. La soluzione più plausibile è un nuovo accordo Renzi-Berlusconi: il Nazareno-bis prende già corpo e le telefonate tra i due leader sembrano confermarlo.

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