Riforma della giustizia o legge “Salva-Berlusconi”? Processi bloccati se il pm è politicizzato

Sanzioni disciplinari, trasferimenti d’ufficio e blocco dei processi se il magistrato risulta politicizzato: 3 articoli firmati da Nitto Palma che hanno suscitato polemiche tra le file del Pd

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Sanzioni disciplinari, trasferimenti d’ufficio e blocco dei processi se il magistrato risulta politicizzato: 3 articoli firmati da Nitto Palma che hanno suscitato polemiche tra le file del Pd

La riforma della giustizia si conferma la priorità assoluta del Pdl: Francesco Nitto Palma ha messo in discussione all’odg un provvedimento che prevede il blocco dei processi se il pm risulta politicizzato. Come prevedibile immediate sono state le critiche a questo disegno, che segue di pochi giorni quello, subito ritirato, di depenalizzare il concorso esterno in associazione mafiosa. Viste le recenti vicende giudiziarie di Berlusconi, dalla condanna per i diritti Mediaset (Mediaset crolla dopo la condanna di Berlusconi) alla requisitoria della Boccassini nel processo per il caso Ruby, è quasi scontato e riduttivo parlare di “legge ad personam” e c’è già chi ha ribattezzato la legge la “Salva-Berlusconi”. Nuove sanzioni per le toghe rosse: trasferimento anche per situazioni involontarie La proposta prevede sanzioni disciplinari per i pm di parte (su iniziativa del Guardasigilli e del Procuratore generale) e lo stop di sei mesi dei processi in corso qualora emerga la faziosità dei giudici in base alle loro stesse dichiarazioni. Il magistrato inoltre può essere trasferito d’ufficio, in base all’articolo 2 del testo, anche “per qualsiasi situazione non riconducibile ad un comportamento volontario del magistrato”. Il testo si compone di tre articoli ed è stato presentato a palazzo Madama il 15 marzo scorso e assegnato l’8 maggio.  Qualora diventasse legge i pm non potrebbero esprimere  senza incorrere in illecito disciplinare “dichiarazioni che, per il contesto sociale, politico o istituzionale in cui sono rese, rivelano l’assenza dell’indipendenza, della terzietà e dell’imparzialità richieste per il corretto esercizio delle funzioni giurisdizionali”.

Riforma della giustizia: la risposta della sinistra

Immediata la reazione del Pd. Walter Verini, capogruppo Pd nella commissione Giustizia incalza: “Delle due l’una: o il Pdl vuole le riforme nell’interesse generale o preferisce attaccare l’autonomia dei magistrati e proporre disegni di legge incredibili come quello sui pm intestato a Nitto Palma. Le due cose non possono stare assieme. Berlusconi non è un perseguitato, è stato negli ultimi vent’anni presidente del Consiglio e leader di un partito, ha avuto la piena agibilità politica, nonostante il suo evidente conflitto di interessi. Se il Pdl pensa di avviare il percorso delle riforme con questi argomenti, che obiettivamente sono ‘mine’, si rischia di partire con il piede sbagliato”. Meno diplomatico il twitter di Antonio Di Pietro, ex pm ed ex leader dell’Italia dei Valori: “E smettiamola con questo utilizzo privato delle istituzioni! Il ddl Nitto Palma è l’ennesima norma ad personam. E’ sfregio a giustizia”

Cosa rischierebbe Ilda Boccassini?

E leggendo il testo del provvedimento è impossibile non pensare in primis al pm Ilda Boccassini, soprannominata con un gioco di parole “la rossa”, sia per il colore dei capelli che per le accuse mossele a più riprese dai difensori dell’ex premier in merito alla sua parzialità. Se un provvedimento del genere diventasse legge la difesa di Berlusconi non sarebbe più costretta a cercare strade alternative, quali istanze di rimessione, istanze di ricusazione, richieste di astensione o di trasferimento de processi fuori Milano etc. La imparzialità dei giudici sarebbe assicurata: ma da chi? Chi garantisce sulla obiettività di chi è chiamato a giudicare se perfino l’organo addetto alla giustizia viene messo in discussione nella sua indipendenza scevra da pregiudizi?

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