Riforma del Senato, ecco perché la minoranza del PD la voterà

La minoranza dem voterà forse compatta la riforma del Senato. Ecco i motivi per cui non potrà tirarsi indietro.

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La minoranza dem voterà forse compatta la riforma del Senato. Ecco i motivi per cui non  potrà tirarsi indietro.

La direzione del PD di ieri ha dato il via libera compatta all’art. 2 della riforma del Senato, quello che prevede, tra l’altro, l’ineleggibilità dei senatori. A prima vista, sembrerebbe una resa apparentemente immotivata e poco dignitosa della minoranza dem, che pure per bocca dell’ex segretario Pierluigi Bersani aveva mostrato l’intenzione di dare battaglia proprio sulla questione dell’eleggibilità, che in tandem con il listino bloccato per eleggere i deputati alla Camera, spiegava lo stesso Bersani, fa sì che la stragrande maggioranza dei componenti del Parlamento non sia eletta dagli italiani. Ma allora perché il dietrofront di queste ore? La  lettura più superficiale vorrebbe che nel caso in cui la riforma non passasse al Senato, il governo Renzi cadrebbe un minuto dopo, ma sarebbero in pochi a desiderare il voto anticipato tra gli oppositori interni del premier, perché questi resterebbe segretario del PD e spazzerebbe via la minoranza dal Parlamento.   APPROFONDISCI – https://www.investireoggi.it/attualita/bersani-avverte-renzi-sulla-riforma-del-senato-non-chiederci-la-disciplina-di-partito/  

Minoranza PD rischia di mostrarsi inconsistente

Tutta una questione di paura di non essere rieletti, dunque. Vero, forse, ma non del tutto. Il punto è che se finanche tutti i circa 25 oppositori di Renzi nel PD non votassero la riforma in Senato, questa potrebbe passare lo stesso, magari con i voti determinanti di Denis Verdini e della sua pattuglia di senatori. Al netto della minoranza dem, il governo disporrebbe ancora di 155 voti a favore, non la maggioranza assoluta dei seggi, ma molto probabilmente più che sufficienti per fare passare il bistrattato art.2. Se ciò accadesse, per l’ala sinistra del PD sarebbe una disfatta, perché dimostrerebbe la sua inconsistenza e la capacità del premier di far passare in Parlamento qualsivoglia legge senza il suo assenso. Il credito incassato con l’elezione al Quirinale di Sergio Mattarella andrebbe dissipato e il governo inizierebbe ad assumere un comportamento di autosufficienza, nei fatti relegando la minoranza interna al di fuori della maggioranza parlamentare.   APPROFONDISCI – https://www.

investireoggi.it/attualita/guerra-nel-pd-la-minoranza-promette-a-renzi-il-vietnam-al-senato-dopo-litalicum/  

Lo spettro del Partito della Nazione

Se, poi, la riforma passasse con i voti determinanti di Verdini, non solo la minoranza dem rischia di essere accompagnata alla porta del PD, ma al suo posto farebbe ingresso proprio il gruppo dei verdiniani, che chiederebbero a Renzi posizioni di governo, riconoscimenti formali, magari nelle commissioni di Camera e Senato, nonché inizierebbero i lavori per quel Partito della Nazione, che segnerebbe la fine di questo PD e la sua trasformazione antropologica in una formazione politica centrista, che volgerebbe forse lo sguardo più alla sua destra che non alla sinistra, in termini di ricerca del consenso elettorale. In sostanza, sgambettare oggi Renzi potrebbe non solo non servire alla causa, ma provocare una sconfitta politica durissima nel medio e lungo termine. La minoranza dem lotta oggi per la sua sopravvivenza ed è consapevole che quand’anche riuscisse a compattarsi attorno a un nuovo partito a sinistra del PD, essa sarebbe reso ininfluente e tagliato fuori dalla guida del paese, trasformata in un movimento di pura testimonianza. Il suo avvertimento Renzi lo ha dato ieri, quando commentando i risultati di Syriza in Grecia, ha fatto notare (ai suoi) che le scissioni non pagano. E il mancato raggiungimento del quorum da parte di Unità Popolare ad Atene suona come un triste presagio per quanti in Italia auspichino una vita al di fuori del mondo renziano.   APPROFONDISCI – https://www.investireoggi.it/attualita/italicum-dramma-scissione-del-pd-ecco-come-e-perche-renzi-ha-fregato-la-minoranza/      

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