Riforma del Meccanismo europeo di stabilità, perché tutti ce l’hanno con Conte

Cosa prevede la riforma del Meccanismo europeo di stabilità: il nuovo Fondo salva-Stati accessibile solo ai Paesi che hanno un deficit sotto il 3%.

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Cosa prevede la riforma del Meccanismo europeo di stabilità: il nuovo Fondo salva-Stati accessibile solo ai Paesi che hanno un deficit sotto il 3%.

Dalla Lega al Movimento 5 Stelle, passando per LeU, l’imminente riforma del Meccanismo europeo di stabilità (MES) sta sollevando un vespaio di polemiche all’indirizzo del Presidente del Consiglio Giuseppe Conte. Secondo gli accusatori, il premier avrebbe dato il suo assenso a una riforma che metterebbe a rischio l’Italia di fronte a un eventuale peggioramento della situazione economica senza farne parola con il Parlamento italiano. L’assist per il lancio di accuse contro Conte è stato dato involontariamente dal governatore di Bankitalia Ignazio Visco.

Le parole di Visco sulla nuova versione del Fondo Salvastati

In occasione del seminario intitolato Official monetary and financial institutions forum, il numero uno di Bankitalia ha rilasciato le seguenti dichiarazioni su quella che appare come la sempre più probabile riforma del Meccanismo europeo di stabilità: “I piccoli e incerti benefici di una ristrutturazione del debito devono essere bilanciati – ha spiegato Visco – con il rischio enorme che il semplice annuncio della sua introduzione possa innescare una spirale perversa di aspettative di default, le quali – prosegue il governatore – potrebbero rivelarsi auto-avverantesi”.

Cosa prevede la riforma del Meccanismo europeo di stabilità

La riforma del Meccanismo europeo di stabilità prevede che il nuovo Fondo salva-Stati diventerà accessibile soltanto ai Paesi che hanno un deficit sotto il 3 per cento da almeno due anni, non hanno procedure di infrazione a loro carico e, soprattutto, che hanno un debito pubblico inferiore al 60 per cento. L’Italia, avendo un debito pubblico pari al 135 per cento del prodotto interno lordo, non potrebbe dunque ricevere il supporto del Fondo salva-Stati, a meno che non richiedesse una ristrutturazione del debito. Un’ipotesi definita come una “calamità immensa” dall’economista Giampaolo Galli, che ha ricordato come il 70 per cento del debito italiano sia detenuto da operatori residenti tramite fondi di investimento e banche.

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