Ricchi sempre più ricchi: record dei paperoni, ecco la situazione in Italia

I dati del World Wealth Report 2018 di Capgemini, confermano che anche per l’Italia, la quota di super paperoni è cresciuta da 252 a 274mila.

di Chiara Lanari, pubblicato il
I dati del World Wealth Report 2018 di Capgemini, confermano che anche per l’Italia, la quota di super paperoni è cresciuta da 252 a 274mila.

Quanto vale il patrimonio dei super ricchi, i cosiddetti paperoni? Secondo il World Wealth Report 2018, i super ricchi hanno superato la quota 70 miliardi di dollari, crescendo del 10,6%. La ricchezza complessiva degli high net worth individual, ossia soggetti che hanno investito almeno 1 milione di euro in beni da consumo durevoli, è letteralmente cresciuta confermandosi come il secondo anno di rialzi.

I ricchi mondiali sempre più ricchi

I dati del World Wealth Report 2018 di Capgemini, confermano che anche per l’Italia, la quota di super paperoni è cresciuta da 252 a 274mila soggetti. Il nostro paese è nella top 10 dei paesi con la crescita più importante preceduta da Stati Uniti, Giappone, Germania, Cina, Francia, Regno Unito, Svizzera, Canada e Australia, tutto ciò grazie alla crescita del Pil, che ha registrato un +1,6% nel 2017, il rialzo del 2,7% dei prezzi del mercato immobiliare e l’aumento del 23,8% della capitalizzazione di mercato. C’è anche da dire che i super ricchi hanno posto molto interesse nelle criptovalute e che molte aziende leader sembrano pronte ad investire in automazione intelligente e nell’l’intelligenza artificiale. A livello geografico l’Asia-pacifico e il Nord America rappresentano il 74,9% dei paperoni, ciò significa che la maggior parte dei super ricchi vivono in queste zone del mondo, anche se l’Europa ha registrato un aumento del 7,8% del patrimonio e dei ricconi appunto.

Cresce il divario tra famiglie ricche e meno ricche

Tutto ciò mentre cresce il divario tra famiglie ricche e famiglie povere. In base ai dati dell’Istat, le famiglie medie italiane hanno speso 2.564 euro in più nel 2017 rispetto all’anno precedente. Il gap è ancora più visibile guardando alla zona geografica; Nord-Ovest (2.874 euro), Nord-Est (2.843 euro) e Sud (2.071 euro). Le famiglie italiane hanno speso di più per il cibo, 457 euro mensili ma come sottolinea l’Istat: “La voce di spesa più elevata è quella per abitazione, acqua, elettricità e altri combustibili, manutenzione ordinaria e straordinaria, pari a 898 euro mensili (il 35,0% del totale), seguita da quella per trasporti (290 euro, l’11,3%). Crescono le spese per servizi sanitari e salute (+8,0%), per trasporti (+7,1%) e per comunicazioni (+2,5%)”. Oltre alle diseguaglianze, se il capo famiglia è una persona laureata la spesa cresce fino a 3.679 euro contro 2.846 euro se il capo famiglia è un diplomato e addirittura scende a 1.699 euro per i soggetti con la licenza elementare. Un quadro che cambia ancora guardando alla professione: 4.030 euro per imprenditori e liberi professionisti, 2.792 euro per altri lavoratori indipendenti, 3.278 euro per dirigenti,quadri e impiegati e 2.347 euro per gli operai.

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Argomenti: Crisi economica Italia, Economia Italia

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