Ricchi contro poveri: 42 paperoni possiedono ricchezza di 3 miliardi di persone

Un giorno da Ceo basterebbe a pagare un anno di stipendi ai dipendenti. La triste realtà del rapporto Oxfam.

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Un giorno da Ceo basterebbe a pagare un anno di stipendi ai dipendenti. La triste realtà del rapporto Oxfam.

I ricchi diventano sempre più ricchi e i poveri rimangono poveri. Si potrebbe riassumere in una semplice frase il risultato del nuovo rapporto sulla ricchezza nel mondo dell’Oxfam che sintetizza la situazione mondiale su povertà e ricchezza: 42 paperoni su 3,7 miliardi di persone e un divario economico e sociale che cresce a dismisura. Basti pensare che l’1% ricco possiede da solo quanto il 99% del resto del mondo e più dell’80% dell’incremento di ricchezza netta è andato ai paperoni in questione, un numero esiguo rispetto al resto della popolazione che invece rimane sempre più povera.

Il rapporto miseri e disuguali sintetizza la situazione tragica mondiale

Il rapporto dell’Oxfam è strettamente legato al World Economic Forum che si svolgerà a Davos, in Svizzera, e sottolinea come ogni giorno arrivi un nuovo miliardario mentre a pagarne le spese sono le fasce più povere. Anche l’Italia fa parte del rapporto; secondo una ricerca svolta da Demopolis anche il 61% degli italiani percepisce l’aumento della diseguaglianza, servono quindi interventi mirati per lavoro, fisco, spesa pubblica in primis.

In Italia sette paperoni possiedono ricchezza nazionale

Solo in Italia, ad esempio, il più ricco possiede il 66% della ricchezza netta, un dato che cozza negativamente sulla quota di reddito nazionale disponibile lordo del 10% della popolazione povera, che si è vista diminuire del 28% tale quota negli ultimi 10 anni. Solo in Italia un occupato su 10 tra i 15 e i 64 anni non ha un reddito adeguato e solo sette persone più ricche possiedono la ricchezza del 30% più povero.

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Il lavoro, ovviamente, è al centro del rapporto; solo qui si notano le maggiori diseguaglianze, impieghi mal pagati, abusi, rischi e molto altro. Gli azionisti dei 5 principali marchi di abbigliamento, ad esempio, hanno riscosso 2,2 miliardi di dollari nel 2016, una cifra che basterebbe a garantire un salario degno a milioni di persone. Un altro paradosso è legato a quanto guadagnano gli amministratori delegati: un solo giorno di paga basterebbe per pagare un anno di stipendi ai dipendenti.

In Uk lo stipendio dei manager di 100 importati compagne sono 130 volte in più lo stipendio di un normale dipendente. I dati, sembrano insomma confermare come gli incrementi dei profitti di miliardari, top manager e azionisti determinino un peggioramento delle condizioni dei lavoratori. Se poi si parla di donne il divario è ancora più grande. “Negli Usa abbiamo scoperto che alle lavoratrici dell’industria del pollame non era consentito andare in bagno ed era imposto di indossare i pannolini” ha dichiarato Maurizia Iachino, presidente italiana di Oxfam, sottolineando la triste situazione italiana in cui solo il 28,4% dei profili dirigenziali è rappresentato da donne.

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