Riaperture Regioni 3 giugno, è caos: chi vuole aprire i confini e chi no

Tra le Regioni che si dicono favorevoli alla riapertura dei confini tra regioni figurano Piemonte, Veneto e Liguria.

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Tra le Regioni che si dicono favorevoli alla riapertura dei confini tra regioni figurano Piemonte, Veneto e Liguria.

Oggi, venerdì 29 maggio, il ministero della Salute riceverà i dati relativi al monitoraggio nazionale delle singole Regioni, in base al quale il governo deciderà se confermare la riapertura prevista a partire dal 3 giugno con gli spostamenti liberi senza bisogno di portare con sé l’autocertificazione. Intanto però, in previsione della riapertura della prossima settimana, si profila uno scontro tra le regioni del Nord e quelle del Sud, come evidenziato dalla polemica che ha avuto per protagonisti il sindaco di Milano Giuseppe Sala e il presidente della Regione Sardegna Christian Solinas. Alcune, infatti, sembrano propense a tenere chiusi i propri confini, impedendo di fatto l’arrivo di cittadini provenienti dalle aree in cui si registra il maggior numero di contagi.

Le Regioni favorevoli alla riapertura

Tra le Regioni che si dicono favorevoli alla riapertura dei confini tra regioni figurano Piemonte, Veneto e Liguria. Il governatore del Piemonte Alberto Cirio si dice fiducioso sul fatto che la data del prossimo 3 giugno possa essere quella giusta per la circolazione libera degli italiani in tutto il territorio, isole comprese. Sulla stessa lunghezza d’onda il governatore del Veneto Luca Zaia, che ha anche annunciato l’apertura delle discoteche a partire dal prossimo 15 giugno. Nel frattempo, Giovanni Toti (Liguria) ha sottolineato di essere favorevole ad accogliere anche i cittadini della Regione Lombardia, la più colpita dalla pandemia. Favorevoli alla riapertura anche Marche, Emilia Romagna, Umbria, Toscana, Friuli Venezia Giulia, Trentino Alto Adige, Lazio, Abruzzo, Campania, Calabria, Puglia, Calabria e Valle d’Aosta.

Sardegna e Sicilia contrarie

Restano nelle loro posizioni Sardegna e Sicilia. Il governatore di quest’ultima, Nello Musumeci, ha di recente firmato un’ordinanza che mantiene i confini dell’isola siciliana chiusi almeno fino al 7 giugno, per avere una stima più accurata della situazione dei contagi. C’è poi la Sardegna, che per bocca del presidente Solinas accetterà soltanto chi avrà un certificato sanitario negativo (altrimenti noto come patente di immunità). In merito a quest’ultima ipotesi, occorre sottolineare come il ministro agli Affari regionali Boccia ha già dichiarato che il passaporto sanitario richiesto dalla Sardegna sia incostituzionale. Resta anche da capire che cosa accadrà in Lombardia, la regione più colpita d’Italia mentre il governo ha anche ipotizzato il rinvio di una settimana dell’entrata in vigore del decreto per tutti.

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