Report, puntata ieri 5 maggio 2013: corruzione nella Regione Lombardia

Cosa succede se si spegne il motore d’Italia? Milena Gabanelli ci porta dietro gli scandali dell’amministrazione Formigoni.

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Cosa succede se si spegne il motore d’Italia? Milena Gabanelli ci porta dietro gli scandali dell’amministrazione Formigoni.

Ieri sera, domenica 5 maggio, è andata in onda la quinta puntata della stagione 2013 di Report. Milena Gabanelli propone due inchieste, la prima, dal titolo “Do ut des” (firmata da  Alberto Nerazzini) sul tema della corruzione nella Regione Lombardia, la seconda sulle risorse trascurate del nostro Paese e destinate al degrado.

Report Corruzione Lombardia: si è rotto il motore?

I 10 milioni di abitanti della Lombardia producono un quinto del PIL italiano. Qui del resto sono presenti le principali risorse economiche del Paese. Dati che hanno contribuito a fare della Lombardia la regione italiana più integrata nel sistema europeo. Ma ieri Report ha mostrato una “serie sconcertante di fenomeni corruttivi e concussivi nella pubblica amministrazione“ che determinano “una piaga della corruzione ben peggiore di venti anni fa”, come confermano le parole del procuratore regionale della Corte dei Conti. L’excursus storico ci porta dall’inchiesta Mani Pulite fino all’era Formigoni, durata 18 anni e terminata con l’interruzione anticipata e forzata della quarta legislatura consecutiva. Lo stesso “Celeste” è attualmente indagato per associazione a delinquere, pur restando Commissario generale dell’Expo Milano 2015, ed essendo stato peraltro appena eletto senatore della Repubblica. Intanto la Lombardia, in mano a Roberto Maroni, come pensa di risollevarsi dal fenomeno della corruzione dilagante?

Belli da morire: il made in Italy dimenticato

La seconda inchiesta in onda ieri, firmata da Stefania Rimini, è incentrata su un altro gravissimo problema del nostro Paese che ha ripercussioni pesanti anche per l’economia. L’Italia potrebbe vivere di Made in Italy: basta pensare alle risorse naturali, storico-artistiche ed enogastronomiche che vanta la nostra cultura. Ma perché non vengono sfruttate? Cui prodest? Le telecamere di Report mostrano le difficoltà che le piccole giovani imprese incontrano per affermarsi sul mercato, da Milano a Catania.

Il nostro Paese potrebbe vivere di turismo eppure altre città europee registrano molti più visitatori di Roma. I nostri paesaggi rurali, in tutto 121 dai castagneti imponenti della Toscana fino ai terrazzamenti liguri, sono spesso in stato di abbandono mentre all’estero sembrano saper valorizzare ogni risorsa. In un periodo storico difficile, come quello che stiamo attraversando, valorizzare il Made in Italy vorrebbe dire anche risanare le casse dello Stato: magari proprio da qui potrebbero venire i soldi per compensare l’abolizione dell’Imu.

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