Renzi, spunta un fuorionda in cui parla di Bersani: “Era spompo”

Il sindaco di Firenze: "Alle primarie perfetto, poi distrutto". La replica dell'ex segretario da Genova: "Basta battute, servono i contenuti"

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Il sindaco di Firenze:
“Bersani durante le primarie è stato assolutamente perfetto, mi ha fatto un c… così, è stato bravissimo, ha fatto tutto molto bene senza sbagliare una mossa. Poi negli ultimi mesi no: o era spompo, che ci sta anche…”. Parole e musica di Matteo Renzi, in un fuorionda intercettato lunedì sera alla Festa dell’Unità a Bologna, impegnato in una chiacchierata con il segretario bolognese Raffaele Donini ed alcuni volontari nel tradizionale giro degli stand.

Il video del fuorionda

Il video è stato catturato in tempo reale dal sito bolognese di Repubblica, ed è spuntata anche qualche confidenza sulle elezioni del febbraio scorso. “Io ho visto Bersani a Palermo – riferendosi chiaramente ad una delle ultime uscite di campagna elettorale, a pochi giorni dal voto – era praticamente distrutto rispetto alla versione precedente. Poi c’era Berlusconi che era tornato a fare Berlusconi…”.
Se l’attacco indiretto è arrivato dalle confidenze fuorionda, Bersani ha preferito controbattere con i temi politici direttamente da Genova. E una stilettata a Renzi non manca. “Questa operazione non mi convince – ha spiegato riferendosi all’appoggio dato da Franceschini al sindaco di Firenze – vedo cose prive di contenuti, anche perché mi risulta ci fossero posizioni diverse, con il rischio che ci siamo più problemi di posizionamento che di merito: non è una buona cosa”.
Poi l’affondo. “Quello che non mi convince dell’operazione portata avanti da Renzi è che stiamo parlando di un segretario di partito, quindi mi aspetto che si prenda una posizione di partito sull’Italia e non avere solo risposte con delle battute”. E sulla foto del settimanale Chi, che immortalava il primo cittadino fiorentino con una bandata, ha tagliato corto: “Starebbe meglio a me che a lui, potrebbe anche permettersi di non portarla…”.
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Bersani lancia l’appello al Pdl e difende il premier

Sui temi forti Bersani dimostra di avere le idee chiare. Sulla questione della decadenza di Berlusconi da senatore, ad esempio, il dibattito continua a riempire le cronache politiche. L’ex segretario del Pd ha voluto lanciare una sorta di appello al principale partito di centro-destra. “Siamo in uno stato di diritto e le leggi vanno applicate. Una giunta deciderà, ma andando oltre penso che le leggi saranno applicate con decisione. Semmai – ha aggiunto – possiamo rivolgere al Pdl l’altra questione, quella dominante: si riesce a determinare una differenza, un minimo di distanza, seppur doloroso, tra un partito che deve continuare ad essere un partito e un leader con i suoi problemi personali? Lo dico perché, facendo un distinguo immediato, si possono scongiurare tanti problemi al paese. E una crisi di governo”. Un concetto ripetuto con convinzione anche perché “se il Pdl pensa di staccare la spina buttando una questione tutta sua sul paese, toccherà al Presidente della Repubblica dare un mandato per chiudere almeno la legge elettorale e la legge di stabilità”.
Non sono mancate le parole di difesa nei confronti del premier Enrico Letta, invitato ad insistere con coraggio. “Sta facendo più del possibile in una situazione che non si è di certo creata da sola. Noi siamo in una posizione intermedia: non stacchiamo la spina e non saremo quelli che toglieranno le castagne dal fuoco a Berlusconi”. 

“Il congresso del Pd è indispensabile”

Nel lungo intervento di Genova, Bersani ha toccato anche il caso Pd, che presenta numerosi nodi da sciogliere. L’assemblea nazionale è convocata per metà settembre. “E’ in quella sede che si deve convocare il congresso, regolarlo e decidere le date, premettendo che il congresso si fa e si deve fare anteponendo quel dibattito e quella discussione necessaria. Non credo, come dice Fioroni, che arriveremo con un candidato unico”. Bersani prima si era espresso a favore della separazione tra segretario del partito e candidato premier. “Identificando queste figure non avremo mai un congresso. Allo stato attuale delle cose, non sarebbe una bella notizia”.

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