Renzi sogna il cappotto alle elezioni regionali, ma ha l’incubo della Liguria

Il premier Matteo Renzi spera in una vittoria totale alle elezioni regionali, ma teme che si possa registrare una brutta sorpresa in Liguria e Campania.

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Il premier Matteo Renzi spera in una vittoria totale alle elezioni regionali, ma teme che si possa registrare una brutta sorpresa in Liguria e Campania.

Alla trasmissione di Massimo Giletti, L’Arena, su Rai Uno, ieri pomeriggio il premier Matteo Renzi ha promesso un rimborso parziale delle pensioni bloccate nel 2012 e 2013, pari a 500 euro per 4 milioni di pensionati, che saranno erogati loro una tantum sull’assegno per il mese di agosto. Il costo dell’operazione è stimato in un paio di miliardi su quest’anno, per la  quasi totalità coperto dal “tesoretto” di 1,6 miliardi, che il governo, ammette, avrebbe voluto impiegare per finalità di contrasto alla povertà, ma che adesso si è trovato ad adempiere a un obbligo derivante dalla sentenza della Corte Costituzionale. Mancano 2 settimane alle elezioni regionali e Renzi ammette che il PD ci avrebbe preso gusto a stravincere e che, pertanto, un 7 a 0 per il suo partito non sarebbe male. A vedere cosa sta accadendo nel centro-destra, lo scenario appare improbabile, ma non impossibile. Nel fine settimane, tra il leader di Forza Italia, Silvio Berlusconi, e il dissidente Raffaele Fitto si sono registrati toni durissimi, tali da rendere quasi certa la fuoriuscita del secondo dal partito subito dopo le elezioni.   APPROFONDISCI – Forza Italia si scioglierà dopo le elezioni regionali? Ecco come Salvini vuole annullarla   Tuttavia, la Liguria è in bilico. Dal centro-destra arriverebbero sondaggi clamorosi, che parlano di un sorpasso di Giovanni Toti sulla candidata del PD, Raffaella Paita, complice anche l’emorragia di voti verso il candidato della sinistra, Pastorino, sostenuto anche da Pippo Civati. Se il PD perdesse in Liguria, la minoranza del PD potrebbe dimostrare all’opinione pubblica e allo stesso Renzi che è determinante per vincere. Per il premier sarebbe la prima sconfitta da quando è entrato a Palazzo Chigi, la fine della certezza dell’autosufficienza. Ma lo scenario non meno temibile sarebbe quello di una vittoria con meno del 35% dei consensi, che costringerebbe la Paita ad allearsi proprio con uno degli avversari. Anche in questo caso per Renzi si tratterebbe dell’obbligo di scendere a patti con qualcuno.   APPROFONDISCI – Elezioni regionali, cosa rischia il governo Renzi dopo il voto?   Se alla Liguria sommiamo la Campania, dove il testa a testa tra il governatore uscente Stefano Caldoro (centro-destra) e Vincenzo De Luca (PD) sembra tenere, per il  PD sarebbe tutt’altro che una vittoria clamorosa, ma un modesto 4 a 3, con il centro-destra a strappare una regione agli avversari. C’è un altro dato non meno interessante e temibile: l’astensionismo. Chiunque vinca, su quale percentuale di votanti potrà cantare vittoria? Se scendesse sotto il 50%, l’allarme sarebbe altissimo. A rischiare sarebbe maggiormente il centro-sinistra, perché la svolta renziana al PD potrebbe essere stata mal digerita dall’elettorato più spostato a sinistra, che segnalerebbe il proprio malcontento non andando a votare. Un altro motivo per fare alzare la testa alla minoranza interna dei democratici.   APPROFONDISCI – Elezioni regionali, ecco che dicono i sondaggi e il rischio di un astensionismo di massa  

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