Renzi si candida alla segreteria del PD, dietro c’è l’ombra di Berlusconi?

Renzi in un’intervista rivela la sua disponibilità a candidarsi alla segreteria del Pd. Ma dalle parole non traspare la volontà di svincolarsi definitivamente da Berlusconi e da ciò che rappresenta

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Renzi in un’intervista rivela la sua disponibilità a candidarsi alla segreteria del Pd. Ma dalle parole non traspare la volontà di svincolarsi definitivamente da Berlusconi e da ciò che rappresenta

Matteo Renzi scende in campo. Di nuovo. Questa volta sceglie l’entrata principale, quella che in un colpo solo gli garantirebbe – stando alle regole attuali del Pd – sia la segreteria del partito che la candidatura a Presidente del Consiglio. L’annuncio è arrivato stamane per mezzo di un’intervista rilascia al Corriere della Sera nella quale, tra le altre cose, il sindaco di Firenze si lancia in un’analisi dello scenario politico e della condizione attuale del Partito Democratico.  

Renzi nuovo segretario PD: le mosse del sindaco di Firenze

Renzi si posiziona – sapientemente, come al solito – in una linea anti-sistema, giusto per strizzare l’occhio ai dissidenti del centrosinistra e ammiccare in direzione dei duri e puri del centrodestra. E’ critico vero il Governo Letta, pur rinnovando la sua fiducia, e infatti dichiara: “Sento che si parla di saggi, di commissioni. Ma non occorre un saggio per dire ad esempio che la burocrazia italiana è da rifare; te lo dice anche uno scemo. Quando la politica non vuole risolvere le cose, fa una commissione”. Poi parla di temi che andrebbero messi in agenda, stando molto attento a non qualificarli politicamente (destra o sinistra) ed evitando così di mettere aggettivi che lascerebbero poco all’immaginazione: energia (pulita o tradizionale?), scuola (pubblica o privata?), innovazione tecnologica. Infine, l’affondo sulla segreteria: “Sì, sono un passo dalla candidatura. Dipende dal Pd, però. Se riusciremo a uscire dalla palude, a imporre i nostri temi, no. Se tiriamo a campare, se ci facciamo dettare l’agenda da Berlusconi, se non riusciamo a fare le riforme, allora.:”.    

Renzi e Berlusconi: un rapporto complesso

Renzi parla di un Pd che deve differenziarsi dal Pdl, che non deve farsi dettare i temi da Berlusconi.

All’apparenza sembrano affermazioni sagge e, soprattutto, di sinistra. Se si va a guardare la storia del sindaco di Firenze, però, si intuisce il sottotesto che nessuno racconta esplicitamente ma che tutti – nell’ambiente – sono capaci di leggere. Renzi è lo stesso Renzi che incontrava ad Arcore, privatamente dunque, Silvio Berlusconi. Renzi è lo stesso Renzi che punta a conquistare l’elettore di centrodestra, ancora affezionato al Cavaliere. Renzi è quel Renzi che Berlusconi apprezza particolarmente ed è l’unica persona per cui lo stesso Berlusconi avrebbe fatto un passo indietro. Impossibile non pensare a un collegamento tra i due, pur implicito che sia, non necessariamente volontario o diretto. Sorge il dubbio, infine, che quando Renzi dichiara “il Pd non deve farsi dettare l’agenda da Berlusconi”, voglia intendere, in realtà, che è inutile farsela dettare – l’agenda – perché l’agenda renziana è un po’ l’agenda berlusconiana. Un po’ per l’intenzione del fiorentino di catturare gli elettori della destra, un po’ perchè altrimenti non si spiega la disponibilità di Berlusconi a ritirarsi qualora Renzi diventi Presidente del Consiglio.    

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