Renzi sfida i numeri: niente manovra correttiva. Ma Scalfari: meglio che arrivi la Troika

Negando le indiscrezioni, il premier Matteo Renzi esclude che sia necessaria una manovra correttiva dei conti pubblici per l'anno in corso. Ma viene infilzato dall'ex direttore di Repubblica, Eugenio Scalfari, che auspica l'arrivo della Troika.

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Il premier Matteo Renzi esclude la necessità di una manovra correttiva dei conti pubblici in un’intervista al quotidiano Repubblica, pubblicata stamane. Lo aveva già fatto venerdì scorso, in conferenza stampa, quando aveva negato che i conti stiano messi male. E rispondendo al giornalista il premier ha dichiarato che Brunetta & Company dovrebbero rassegnarsi, che i famosi 20 miliardi di “buco” non ci sarebbero, nonostante una crescita zero del pil, che definisce, in ogni caso, “un miglioramento”,  rispetto alla recessione degli anni scorsi. Secondo il premier, il governo avrebbe messo in atto una riduzione della spesa pubblica di 16 miliardi di euro, il 2% della spesa complessiva e comunque dovessero andare le cose, non ha intenzione di alzare le tasse, essendosi impegnato a ridurle. Ammette che sarebbe ancora presto per snocciolare i numeri della contabilità pubblica, ma rivendica con orgoglio gli 80 euro in busta paga, “l’aumento salariale più alto degli ultimi anni” in Italia e non accetta le critiche di chi ritiene che la misura non abbia rilanciato i consumi, invitando tutti a guardare le cifre tra alcuni mesi.   APPROFONDISCI – Manovra correttiva sempre più certa dopo il caso Poste, conti pubblici allo sbando   E quando il giornalista di Repubblica gli chiede se l’Italia non rischia di non centrare il rapporto tra deficit e pil all’1,8% nel 2015, come concordato con Bruxelles, il premier risponde che di sicuro sarà sotto il 3%, quindi, non smentendo le previsioni di quanti credono che l’obiettivo non sia attualmente alla portata. Non arriverà la Troika (UE, BCE e FMI), spiega, perché sarebbe la negazione della politica. Infine, una battuta sul suo rapporto con il ministro dell’Economia, Pier Carlo Padoan, giudicato pessimo da gran parte degli osservatori della politica: “non me ne sono accorto e credo nemmeno lui”.   APPROFONDISCI – Padoan potrebbe dimettersi. E’ scontro durissimo con Renzi su conti pubblici e crisi  

La negazione della realtà

Che Renzi sconfessi l’ipotesi della manovra è risaputo da tempo.

Il presidente del consiglio vuole escludere nuovi sacrifici agli italiani e allontanare da sé le indiscrezioni sull’arrivo di una nuova stangata.
Un remake degli anni del berlusconismo, quando la realtà dei dati dell’economia veniva negata, lasciando sulle spalle di via XX Settembre l’ingrato compito di occuparsi della tenuta dei conti pubblici. Le tensioni altissime con Padoan non sembrerebbero affatto, però, invenzioni della stampa. Il ministro è sostenitore della linea della verità sullo stato delle cose e vive con crescente insofferenza la politica degli annunci di Palazzo Chigi. Tra settembre e ottobre, le risorse da reperire potrebbero ammontare fino a 20 miliardi di euro, sebbene dal blog di Grillo si arriva a ipotizzare una manovrona da 36 miliardi. Ma pur tralasciando le polemiche politiche, è indubbio che con una crescita zero (+0,8% quella stimata nel Def da Renzi-Padoan) e un’inflazione anch’essa prossima allo zero, le cifre dei conti pubblici sballeranno, in rapporto al pil.

L’attacco di Scalfari

A dare manforte alle critiche contro il premier è nient’altro che una delle firme più “pesanti” della sinistra italiana, fino a poco tempo fa padre e padrone proprio di Repubblica, Eugenio Scalfari, da tempo portavoce della linea anti-Renzi dentro al quotidiano italiano. Scalfari ha confermato tutti i dubbi sui conti pubblici in un’articolo pubblicato ieri e ha apertamente criticato la misura degli 80 euro in busta paga, sostenendo che il governo italiano vorrebbe essere autorizzato dall’Europa a sforare il rapporto deficit/pil al 3% per due anni. Per quanto, spiega, potrebbe apparire uno scacco l’arrivo della Troika, sarebbe meglio un suo arrivo, un commissariamento dell’Italia, piuttosto che la situazione attuale. A volte, conclude Scalfari, è meglio trascurare la “vanagloria”.   APPROFONDISCI – Prelievo forzoso, manovra da 20 miliardi e arrivo della Troika. E’ un incubo o la verità?    

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