Renzi sfida Draghi: niente Troika, le riforme le faccio da solo. Ma il premier è isolato

Il premier Matteo Renzi sfida il governatore della BCE, Mario Draghi, che aveva chiesto una cessione di sovranità sulle riforme e attacca: le riforme le faccio da solo. Ma il governo italiano è sempre più isolato a livello internazionale.

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Intervistato dal quotidiano britannico Financial Times, il premier Matteo Renzi ha risposto senza peli sulla lingua all’ennesimo invito del governatore della BCE, Mario Draghi, rivolto ai governi europei di cedere sovranità all’Europa per fare le riforme strutturali. Dichiarazioni, quelle del numero uno di Francoforte, pronunciate giovedì scorso in conferenza stampa, dopo la riunione mensile del board dell’istituto e che ai più sono parse quasi una minaccia ventilata al governo italiano di commissariamento, se non arriveranno al più presto le riforme.   APPROFONDISCI – Renzi accerchiato, Draghi minaccia la Troika per l’Italia sulle mancate riforme   Renzi ha spiegato che lui e il ministro dell’Economia, Pier Carlo Padoan, condividono l’appello di Draghi, perché entrambi vogliono le riforme. Ma se la dichiarazione di Draghi, ha affermato, deve essere fatta intendere che se l’Italia non farà le riforme, verrà l’Europa, allora, spiega, non ci sta. Al contrario, sarebbero i governi per il premier, che dovrebbero indicare alla Commissione europea la via per uscire dalle secche della crisi.   APPROFONDISCI – Il governo Renzi è caduto sull’economia: da maggio a oggi, ecco tutti gli errori del premier   Renzi rivendica lo straordinario risultato ottenuto alle elezioni europee: il PD è il partito che ha preso più voti in Europa, il governo italiano è uscito forte dalle elezioni di maggio, mette in chiaro. Poi, rassicura ancora che non sforerà il tetto del deficit del 3% del pil, perché “è una questione di credibilità”. Spera, afferma, di chiudere il 2014 con un deficit al 2,9%, confermando così che non sarà rispettato il target del 2,6% pattuito con l’Europa. E a La Stampa, sempre Renzi chiarisce che i risultati deludenti sull’economia, come il tracollo del pil, paradossalmente gli darebbero ragione, perché lo spingono a sostenere ancora con più determinazione sulla necessità di fare le riforme.

Il futuro fosco di Renzi

Ma è lo stesso Financial Times a scrivere che sarebbe finita “la luna di miele tra il governo Renzi e gli italiani”, dopo la pubblicazione dei dati economici. Per quanto lo stesso quotidiano ammetta che i risultati negativi non possano essere attribuiti al premier, ma più agli errori della Commissione europea, della BCE e dei suoi predecessori, al contempo ritiene che Renzi dovrebbe iniziare a mostrare alcuni risultati. Le dichiarazioni del premier rappresentano, però, la formalizzazione di uno scontro a tutto campo tra il governo italiano e l’Europa, intesa sia come Commissione di Bruxelles, che come BCE. Ma proprio Draghi era stato grande sponsor di Renzi a livello internazionale, oggi viene avvertito quale uno dei suoi maggiori critici in Europa.

Rischio manovra conti

Se Renzi spera ancora di riuscire a fare quadrare i conti pubblici, evitando una manovra correttiva, le cose potrebbero essere diverse in autunno, quando potrebbero mancare all’appello svariati miliardi per non sforare il deficit al 3%. E la legge di stabilità per il 2015 si preannuncia “pesante”, nell’ordine di circa 25 miliardi, oltre un punto e mezzo di pil.   APPROFONDISCI – Renzi sfida i numeri: niente manovra correttiva. Ma Scalfari: meglio che arrivi la Troika   Per Renzi resta sempre da giocare la carta delle elezioni anticipate alla primavera del 2015, perché spiega che “così arriveranno in Parlamento persone a me più vicine”. Ma se nei prossimi mesi l’Italia dovesse subire un nuovo attacco finanziario, il presidente Giorgio Napolitano difficilmente lo asseconderebbe nella sua volontà di tornare alle urne e lo spettro di un ennesimo governo tecnico su spinta internazionale diverrebbe realtà; quella Troika (UE, BCE e FMI) tanto temuta dai principali partiti italiani.  

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