Referendum costituzionale, Renzi e Boschi istigano la minoranza PD

Minoranza dem sul piede di guerra sulle dichiarazioni del ministro Boschi sui "veri partigiani" al referendum costituzionale. Ma l'opposizione interna al PD è can che abbaia, ma non morde.

di Giuseppe Timpone, pubblicato il
Minoranza dem sul piede di guerra sulle dichiarazioni del ministro Boschi sui

Polemiche tra Maria Elena Boschi e minoranza PD Matteo Renzi e Maria Elena Boschi lasceranno la politica se al referendum costituzionale di ottobre vinceranno i “no”. Lo ha confermato alla trasmissione In Mezz’ora il ministro delle Riforme, che ha anche aggiunto una frase piccata e rivolta all’Anpi (Associazione nazionale partigiani italiani), il cui direttivo si è schierato contro le riforme istituzionali del governo. “I veri partigiani voteranno sì”. Apriti cielo, è esplosa la polemica a sinistra, con l’ex segretario del PD, Pierluigi Bersani, che ha consigliato al premier di darsi una frenata e subito, parlando di gestione politica “sconsiderata e avventurista”. La provocazione della Boschi, che in serata ha parlato di “strumentalizzazioni” sulla sua frase”, non è la prima. Pochi giorni fa, aveva avvertito la minoranza dem, che chi tra di loro avesse votato contro le riforme, sarebbe stato in linea con la posizione di Casa Pound. Frasi, che hanno il senso di istigare la sinistra alla rissa o di spingerla alla totale sottomissione nei confronti del governo.

Minoranza PD non andrà oltre le parole

La minoranza del PD reagisce a parole, ma nei fatti non ha ancora mai fatto mancare nelle votazioni decisive il suo apporto. E’ questo il vero punto di forza dell’esecutivo, sapere che Bersani & Co non si spingeranno mai a negare il sostegno, quand’anche dovessero sbraitargli contro. Il rischio per gli oppositori interni consiste nel ritrovarsi Denis Verdini al governo e magari qualche altro pezzo del centro-destra, in cambio ottenendo quale unico risultato la quasi certa scomparsa al prossimo giro elettorale. Tutto bene per Renzi e Boschi, allora? Niente affatto. La minoranza dem si vendicherà al referendum costituzionale, quando non parteciperà alla campagna per il “sì”. Intendiamoci, i loro voti sono marginali, ma il loro mancato attivismo potrebbe sommarsi all’iper-attività delle opposizioni, dal centro-destra al Movimento 5 Stelle, le quali sanno che l’appuntamento determinerà il futuro politico italiano dei prossimi anni. Se Renzi perdesse, forse non lascerà la politica, ma sarebbe sloggiato da Palazzo Chigi e alle prossime elezioni, molto probabili nel 2017, tutto sarebbe possibile, anche che il PD perda.      

Se cade Renzi, minoranza dem muore

C’è un aspetto non molto tenuto in considerazione, ovvero la tempistica del voto, coincidente con il varo della legge di stabilità, quella che per l’anno prossimo sarebbe molto meno “flessibile” di quanto finora abbia potuto godere il governo, prevedendo una manovra per decine di miliardi di euro per ottemperare alle regole fiscali europee. Certo, se Renzi perderà, a vincere non saranno Bersani e i suoi quattro amici al bar, bensì grillini, leghisti, destra e berlusconiani. La sinistra, al contrario, sarebbe tacciata di tradimento degli ideali costituzionali per amor di poltrona. Il suo destino è legato a quello del premier più di quanto immagini o di quanto speri. Il governo è l’albero su cui siede e che cadendo la travolgerebbe per un lungo periodo di tempo.  

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Argomenti: Politica