Renzi contro Grillo: “Neanche al Grande fratello fanno così. Tutti i giorni ne espelle uno”

Matteo Renzi in un’intervista televisiva spara a zero su Grillo per la questione espulsioni e per l’Europa

di Giuseppe Briganti, pubblicato il
Matteo Renzi in un’intervista televisiva spara a zero su Grillo per la questione espulsioni e per l’Europa

Matteo Renzi stamattina è stato ospite della trasmissione Agorà. Durante in suo intervento ha parlato di Beppe Grillo, criticandolo aspramente su tutto: espulsioni, contenuti, Europa. Lo ha persino accusato di essere un politicante della Prima Repubblica. Ha speso, infine, qualche parola su Letta e Berlusconi.  

Grillo come il Grande Fratello

Renzi utilizza una metafora per descrivere il problema delle espulsioni nel Movimento 5 Stelle. Quella del Grande Fratello: “Ci sono le nomination, Grillo diventa una sorta di pericoloso guru che dice ‘sei espulso’. Neanche al Grande fratello fanno così. Tutti i giorni ne espelle uno, da qui a cento giorni rimarrà solo lui con Casaleggio, la Lombardi e altri due o tre”. Il tono del sindaco di Firenze è scherzoso, ma la critica politica c’è tutta ed è evidente. La serietà, comunque, prende il sopravvento quando accusa il comico genovese di aver tradito le speranze di cambiamento dei suoi elettori. Secondo l’esponente del Pd, il M5s ha avuto tra le mani la possibilità di cambiare il paese e invece si è impelagato nella questione degli scontrini e in una pulizia interna in stile Grande Fratello. La critica raggiunge il suo culmine quando accusa Grillo di essere un politicante da Prima Repubblica. Il leader, a seguito della sconfitta nelle amministrative, ha dato la colpa agli elettori e ha rifuggito dalle sue responsabilità, utilizzando tra le altre cose espedienti dialettici da politico di professione. Proprio come avrebbe fatto la Dc o il Psi di “pentapartitiana” memoria.  

Grillo e i contenuti

L’attacco di Renzi a Grillo si sviluppa anche sullo spinoso binario dei contenuti. L’immagine del leader M5S che emerge dalle parole del sindaco è delle più impietose. Grillo non saprebbe nemmeno di cosa parla, soprattutto quando l’argomento è l’Europa. Ricordiamo che la linea dei 5Stelle per quanto riguarda l’Europa prevede il recupero della sovranità monetaria anche a costo di uscire dall’Eurozona, nel caso in cui i cittadini, attraverso il mezzo del referendum, si esprimessero positivamente in merito. Probabilmente il “non sa quello che dice” di Renzi è dovuto al fatto che, in verità, non è possibile indire referendum sui trattati internazionali. I toni si fanno più accesi quando Renzi parla dell’atteggiamento “grillino” rispetto alla criminalità organizzata: “Quando Grillo parla da mafia mi vergogno per lui”. Forse il sindaco si riferisce alla celebre frase “la mafia non esiste” pronunciata dal comico durante un comizio in Sicilia, nel quale ha tra le altre cose teorizzato che la vera mafia è lo Stato. Renzi salva Grillo solo quando parla di tecnologia. Dichiara di apprezzare le sue idee in merito.  

Renzi, Letta, Berlusconi

Esaurito il trattato su Grillo, Renzi si concentra sul Governo Letta. La sua opinione è senz’altro positiva, anche se lamenta una scarsa capacità contrattuale del Pd rispetto al Pdl: “Gli consentiamo anche oggi di giocare tutte le partite, come con Imu e Iva, detta l’agenda, è necessario che il Pd accetti questo governo e provi a guidarlo, se a Berlusconi tocca l’Imu qualcosa tocca anche a noi”. Infine, spende due parole per dimostrare la sua fede. Ricorda a tutti di aver giocato la partita delle primarie in modo leale (prima ha sfidato Bersani e dopo lo ha sostenuto) e di essere stato l’unico a non aver usufruito del “premio di consolazione”, intendendo per premio di consolazione una poltrona da sottosegretario o anche da parlamentare.

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Argomenti: Politica

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