Renzi annuncia “Se andiamo al voto asfalteremo il Pdl”

Intervenuto alla festa Pd a Sesto San Giovanni il sindaco di Firenze ha lanciato la sfida: "A Berlusconi conviene restare nel governo, conosce la nostra forza alle urne"

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Intervenuto alla festa Pd a Sesto San Giovanni il sindaco di Firenze ha lanciato la sfida:
Sempre più leader, sempre più amato dai militanti del suo partito. Matteo Renzi sale sul palco alle diciotto in occasione della festa del Partito Democratico in quel di Sesto San Giovanni. In duemila lo accolgono, quasi tutti sono in piedi a scandirne il nome e lui non si tira indietro, partecipa  e interagisce, usa anche l’ironia. “Non sono né una superstar né un punto di riferimento. Anzi il fatto che io sia uno dei candidati dice quanto siamo messi male. Se qualcuno è abituato a salire sul carro per convenienza sappia che noi siamo abituati a farli scendere”. Applausi sinceri, che anticipano il vero e proprio tripudio quando si parla del futuro del partito, alle prese con possibili elezioni. “Berlusconi non sta facendo dei cattivi calcoli: fa bene a restare nel governo, ha paura del voto perché sa che se andiamo al voto asfalteremo il Pdl”. Sull’esecutivo delle larghe intese, criticate a lungo dagli esponenti del partito, Renzi prova ad analizzare il contesto per trarre una giustificazione che possa piacere anche ai militanti. Considerando le reazioni, ci riesce, non senza lanciare una frecciata a Bersani. “L’esperienza di governo con una forza alternativa non ci fa fare i salti di gioia, ma la prima cosa da fare è una legge elettorale degna di questo nome, in modo tale da raggiungere un obiettivo primario del governo delle larghe intese. Poi, potrebbe considerarsi un’esperienza conclusa. Mi preoccupo semmai – ha proseguito Renzi – di un Pd che sia consapevole del casìno in cui ci troviamo tutti. Se c’è il governo delle larghe intese è colpa nostra, che in campagna elettorale ci siamo messi a disquisire di giaguari e tacchini”.

“Il congresso del Pd si farà”. Poi attacca il M5S

Nel corso dell’incontro con la base di Sesto San Giovanni, il sindaco di Firenze ha affrontato numerosi temi, tra cui quello del congresso di partito, seguito con molta attenzione dalla folla.
Mi auguro che entro questa settimana venga sciolto questo nodo e venga indicata una data utile. Il congresso è un dovere, dipenderà anche dalle regole interne, ma l’intenzione è quella di farlo proprio per rispettare i principi che ci siamo prefissati. Il nostro Pd – ha spiegato – deve essere il partito dell’apertura e del confronto, dell’innovazione sempre e comunque. Per tutti questi motivi, un congresso può aiutare e dimostrare la trasparenza di un partito”.
Incalzato da Severgnini, si lascia andare poi ad un giudizio molto forte nei confronti del Movimento 5 Stelle di Beppe Grillo. “La loro parabola spiega soltanto una cosa: hanno fallito del tutto – afferma tra gli applausi convinti di una folla che apprezza il tono decisionale di Renzi – sono arrivati prendendo grosse percentuali, promettendo di cambiare il paese, ed effettivamente avrebbero potuto contribuire a farlo, poi si sono fermati a raccogliere scontrini per la diaria. E’stata la più grande delusione, avevano una grande chance e l’hanno sprecata”.
L’ultimo affondo. “Vogliono difendere la Costituzione e salgono sui tetti. Non hanno ben capito, questi esponenti del cinque stelle, che è un principio da difendere al piano di sotto. E’passato anche il loro tempo, hanno perso il biglietto della lotteria. Il futuro siamo noi”. Applausi convinti. Gli ennesimi.

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