Renzi accerchiato, Draghi minaccia la Troika per l’Italia sulle mancate riforme

Commentando le decisioni di politica monetaria, ieri il governatore della BCE, Mario Draghi, ha chiesto esplicitamente ai governi nazionali di cedere sovranità all'Europa sulle riforme, accusando l'Italia di non averle fatte.

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Alla conferenza stampa post-board della BCE, il governatore Mario Draghi non si soffermato ieri solo a discutere di tassi e di politica monetaria in senso stretto, ma ha avuto modo per esaminare pubblicamente la situazione dell’economia italiana, che continua ad arretrare, mentre la ripresa nel resto dell’Eurozona mostrerebbe segni di rallentamento. Il numero uno dell’istituto ha affermato che la mancata ripresa dell’Italia è frutto di riforme non attuate sulla giustizia civile, il mercato del lavoro, la burocrazia, nonché dal clima di incertezza costantemente elevato tra le imprese sulla capacità del governo di fare le riforme, che disincentiva gli investimenti, nonostante i consumi siano ripartiti.   APPROFONDISCI – Pil in calo dello 0,2% nel secondo trimestre. L’Italia è tornata in recessione, arriva la Troika?  

Il j’accuse di Draghi

Draghi ha ammesso che alcune riforme hanno un impatto visibile nell’arco del tempo, altre immediato. Una risposta piccata e diretta al ministro dell’Economia, Pier Carlo Padoan, che aveva invitato a non giudicare l’operato del governo Renzi solo sui risultati di pochi trimestri, con riferimento esplicito alla Confcommercio, che aveva sminuito gli effetti positivi del bonus Irpef degli 80 euro. Ma è un’altra l’affermazione che ha messo in allarme Palazzo Chigi, ieri pomeriggio. Draghi è tornato a chiedere la cessione di sovranità nazionale ai governi europei sull’attuazione delle riforme strutturali, così come hanno fatto in passato sul bilancio. Per la BCE, quindi, prendendo atto che da soli, i governi nazionali non riescono a fare le riforme, in quanto politicamente costose, dovrebbero affidarne l’attuazione a un super-governo europeo. La proposta riguarda certamente tutti, ma ha il sapore di una dichiarazione di sfiducia verso il governo Renzi, come dimostrano anche le precedenti affermazioni di queste settimane del governatore, contrario a un indebolimento del Patto di stabilità, chiesto da Matteo Renzi.   APPROFONDISCI – Renzi sfida i numeri: niente manovra correttiva. Ma Scalfari: meglio che arrivi la Troika  

Arriva la Troika?

La sintesi del ragionamento in Europa sull’Italia sarebbe la seguente: avendole sperimentate tutte – dai governi tecnici, alle larghe intese e arrivati adesso al governo del premier “rottamatore” – nel caso anche Renzi fallisse nel portare a casa risultati immediati e visibili sul fronte delle riforme, l’Italia sarebbe invitata con le buone (e forse, no) a cedere a Bruxelles la sua sovranità in questo ambito, anche perché, come avvertiva ieri il quotidiano britannico The Telegraph, il ritorno alla recessione dell’Italia comporta rischi sistemici per l’intera Eurozona. Roma metterebbe in pericolo la tenuta della moneta unica con la sua crisi infinita.   APPROFONDISCI – Draghi attacca ancora Renzi sul Patto di stabilità e avverte: più riforme con la Troika   Tirando le somme, la prospettiva sarebbe chiara per il nostro paese: o fa le riforme economiche che servono al rilancio o sarà commissariato da un improvvisato governo ad hoc creato a Bruxelles, che altro non sarebbe che la Troika, ossia l’unione di commissari provenienti dalle istituzioni creditrici: UE, BCE e FMI. Avrà avuto ragione il direttore uscente del Corriere della Sera, Ferruccio De Bortoli, quando indicava nella manovra correttiva da 20 miliardi a ottobre, nel prelievo forzoso e nell’arrivo della Troika il futuro prossimo dell’Italia? Che abbia avuto informazioni proprio dagli ambienti finanziari monitorati accuratamente da Draghi? Renzi è stato già avvisato.   APPROFONDISCI – Prelievo forzoso, manovra da 20 miliardi e arrivo della Troika. E’ un incubo o la verità?      

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