Rendimenti e spread: perché il sell-off sui nostri BTp appare il peggiore di tutti

Rendimenti e spread in crescita, ma il caso dei BTp sembra peggiore degli altri. Le aspettative d'inflazione c'entrerebbero poco con le vendite dei nostri titoli di stato.

di Giuseppe Timpone, pubblicato il
Rendimenti e spread in crescita, ma il caso dei BTp sembra peggiore degli altri. Le aspettative d'inflazione c'entrerebbero poco con le vendite dei nostri titoli di stato.

Che il vento sul mercato a reddito fisso sia cambiato da qualche mese ce n’eravamo accorti anche prima che vincesse Donald Trump alle elezioni USA di martedì scorso, ma adesso abbiamo la conferma che sembra essersi chiuso un ciclo, quello che negli ultimi due anni aveva slegato i rendimenti dei bond, BTp inclusi, dai loro fondamentali, in virtù delle politiche monetarie ultra-espansive della BCE. Il surriscaldamento delle aspettative d’inflazione sta giocando un ruolo centrale in questo massiccio “sell-off” globale, ma spiega solo parzialmente quanto sta avvenendo sul mercato dei titoli di stato europei.

Nell’arco di appena una settimana, i rendimenti decennali dei BTp sono saliti di 34 punti base al 2,10% attuale, il livello più alto dall’estate del 2014, prima che avessimo anche solo idea che la BCE avrebbe varato il “quantitative easing”. Nello stesso arco di tempo, i rendimenti dei Bonos per la medesima scadenza sono schizzati di 30 bp, ma attestandosi a un più contenuto 1,58%. Ergo, lo spread BTp-Bonos sfonda i 50 bp e si attesta quasi stabilmente in area 0,52%. (Leggi anche: Effetto Trump, inflazione attesa accelera)

Batosta sui BTp a lunga scadenza

Anche i Bund sono oggetto di vendite, tanto che i loro rendimenti a 10 anni risultano più che raddoppiati in 7 giorni, ma ancora valgono lo 0,36%. Ben più poderoso è stato il balzo per i rendimenti degli Oat francesi, passati dallo 0,49% allo 0,83%, sostanzialmente in linea con quanto registrato dall’Italia. Peggio hanno fatto i titoli del Portogallo, che rendono oggi lo 0,38% in più del lunedì 7 novembre, arrivando al 3,66%.

In questo clima di vendite, a farne le spese sono, in particolare, i titoli con scadenze più lunghe. Ne sanno qualcosa i detentori (incauti) del BTp 2067, emesso solamente il 4 ottobre scorso a un rendimento di appena il 2,85%, ma che oggi risulta già avere perso il 14%. Non male in 40 giorni per un titolo fresco di collocamento sul mercato. (Leggi anche: Rendimenti BTp schizzano)

 

 

 

L’inflazione rialza la testa in Germania, non in Italia

Qual è il paradosso apparente di questo “sell-off”? Dicevamo, l’attesa di una risalita dell’inflazione sta spingendo alle vendite dei bond con cedola fissa. Se fosse così, però, gli investitori dovrebbero sbarazzarsi, anzitutto, dei Bund, dato che l’inflazione in Germania risulta salita in ottobre allo 0,8%, ovvero ai massimi da due anni a questa parte e tra i livelli più alti dell’intera Eurozona.

Sapete, invece, dove la crescita dei prezzi si sta mantenendo la più fredda nell’area? Proprio nella nostra Italia, dove l’inflazione in ottobre è tornata negativa dello 0,1% annuo. Nel corso dei primi 10 mesi del 2016, solo due volte è stata sopra lo zero, ovvero a gennaio (+0,3%) e a settembre (+0,1%). (Leggi anche: Fuga dai bond, perché il ritorno dell’inflazione fa così paura)

Le vendite di BTp hanno altre cause

In Spagna, dopo anni di deflazione, i prezzi stanno tornando a salire, stimolati da una crescita economica intorno al 3% all’anno. In ottobre, sono balzati dal +0,2% al +0,7%. Erano ancora in calo fino ad agosto. In Portogallo, poi, il mese scorso sono cresciuti dello 0,9%. Lisbona non ha mai registrato quest’anno un calo tendenziale dei prezzi. Bene, infine, anche in Francia, dove l’inflazione è già salita allo 0,7%.

I BTp non solo sono tra i titoli a registrare la peggiore performance, ma anche tra quelli che, in teoria, dovrebbero reagire meno peggio alle attese di surriscaldamento dei prezzi, visto che da noi l’inflazione è ancora ben al di sotto della media dell’Eurozona, addirittura, negativa. E’ il segno, che le vendite non avrebbero granché a che vedere con essa, quanto con le specificità dello Stivale, vale a dire la bassa crescita e l’instabilità politica temuta. (Leggi anche: Spread con Spagna al top da due anni, nervosismo da referendum?)

 

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Argomenti: bond sovrani, Crisi Euro, Crisi Eurozona, Economia Europa, Economia Italia, rendimenti bond, Spread