Rendimenti Spagna in calo e lo spread con l’Italia raddoppia in un mese

Lo spread tra i rendimenti italiani e quelli spagnoli raddoppia in appena un mese. La crisi politica in Spagna sembra volgere al termine, quella in Italia starebbe per iniziare.

di Giuseppe Timpone, pubblicato il
Lo spread tra i rendimenti italiani e quelli spagnoli raddoppia in appena un mese. La crisi politica in Spagna sembra volgere al termine, quella in Italia starebbe per iniziare.

I rendimenti dei titoli di stato emessi dalla Spagna per la scadenza decennale viaggiano poco sopra lo 0,90%, quando in Italia superano l’1,20%. Lo spread BTp-Bonos a 10 anni, quindi, si allarga così a 30 punti base, il doppio di un mese fa. Cosa sta accadendo di preciso? Lo spiega Hsbc, che segnala come il divario tra i rendimenti italiani e quelli spagnoli sia ai massimi dalla fine del 2014.

Al centro di tutto ci stanno le tensioni politiche e non solo. L’Italia celebra il 4 dicembre prossimo un referendum costituzionale, dal cui esito dipende il destino del governo Renzi. Se questi perdesse la scommessa sulle riforme, inevitabile sarà la caduta dei prezzi dei nostri bond, con conseguente ampliamento degli spread rispetto ai titoli “benchmark” tedeschi (sopra 150 bp?) e agli spagnoli. Ma anche nel caso di vittoria dei “sì”, sostiene Hsbc, l’agenda delle riforme del premier italiano potrebbe essere considerata non più molto credibile e i BTp dovrebbero registrare una performance peggiore dei Bonos. (Leggi anche: Spread, BTp e Bonos verso trend divaricanti)

Rendimenti Spagna in calo, nonostante crisi politica

Eppure, anche la Spagna è in crisi politica. Anzi, se entro la fine di ottobre non riuscirà a formare un nuovo governo, il paese andrebbe alle elezioni anticipate per la terza volta in appena un anno. Sarebbe clamoroso e molto dannoso per la sua stabilità finanziaria ed economica. Come mai tanto ottimismo, allora?

Contrariamente all’Italia, dove i sondaggi danno il “no” al referendum sempre più in testa e si addensano sopra Palazzo Chigi nubi di crisi, a Madrid si respira un tiepido ottimismo. Il gotha del Partito Socialista starebbe per imporre al segretario Pedro Sanchez le dimissioni, nel caso continuasse a rifiutarsi di avallare un secondo mandato ufficiale per il premier Mariano Rajoy, attraverso l’espediente dell’astensione. (Leggi anche: Caos Spagna, niente fiducia per Rajoy)

 

 

 

Economia spagnola cresce, quella italiana al palo

Sanchez è contrario all’ipotesi, perché ritiene che un voto di astensione dei socialisti a un nuovo governo Rajoy segno la sua fine politica. Il che è probabilmente vero, ma l’alternativa sarebbe lo stallo e nuove elezioni entro l’anno, che i socialisti rischiano non solo di perdere ancora, ma di essere scavalcati nei consensi da Podemos, la formazione di estrema sinistra contraria alle politiche di austerità. (Leggi anche: Elezioni Spagna, Podemos delude)

Nel fine settimana è stato convocato il comitato nazionale del partito, che dovrà fare il punto delle cogenti sconfitte rimediate domenica scorsa in Galizia e Paesi Baschi, esaminando anche il fantomatico piano di Sanchez per formare un governo con Podemos e i nazionalisti catalani, un’opzione alquanto remota e invisa ai quadri socialisti, tanto che l’ex premier Felipe Gonzales ha pubblicamente redarguito l’attuale segretario, accusandolo di aver mentito sulle sue strategie politiche.

Salvo imprevisti, il premier uscente del Partito Popolare si accinge a ottenere un secondo mandato, ponendo fine all’instabilità istituzionale dell’ultimo anno. In ogni caso, la Spagna continua a crescere al ritmo del 3%, quando in Italia si ha un aumento del pil atteso entro i confini dell’1% (+0,7/+0,8%, stando alle stime principali). Infine, le banche spagnole si sono messe al sicuro con gli aiuti erogati dall’ESM nel 2012, mentre quelle italiane sono nell’occhio del ciclone da mesi per il livello abnorme di crediti deteriorati in pancia. (Leggi anche: L’Europa tiene a galla le banche spagnole)

 

 

Condividi su
flipboard icon
Seguici su
flipboard icon
Argomenti: bond sovrani, Crisi economica Italia, Crisi Euro, Crisi Spagna, Debito pubblico italiano, Economia Italia, Governo Renzi, Spread