Debito pubblico, record di titoli con rendimenti negativi nel mondo

Rendimenti negativi su 11.700 miliardi di dollari in titoli di stato. Nuovo record nel mondo con la Brexit. Il Giappone straccia tutti.

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Rendimenti negativi su 11.700 miliardi di dollari in titoli di stato. Nuovo record nel mondo con la Brexit. Il Giappone straccia tutti.

Al termine della seduta del 27 giugno, Fitch ha calcolato che nel mondo risultano negoziati titoli del debito pubblico con rendimenti negativi per un controvalore di 11.700 miliardi di dollari, un nuovo record assoluto, in rialzo di 1.300 miliardi rispetto alla fine di giugno. Di questi, 2.600 miliardi riguardano titoli con scadenze residue superiori ai 7 anni, quasi il doppio dei 1.400 miliardi di fine aprile.

Lo scorso mese, l’agenzia di rating stimava in 24 miliardi all’anno le perdite accusate dagli investitori per la detenzione di questi titoli con rendimenti sotto lo zero. E’ verosimile che il conto sia diventato nel frattempo più salato.

Debito Giappone, record rendimenti sottozero

Nel dettaglio, il Giappone guida la classifica con 8.000 miliardi di titoli del debito (pubblico e privato) con rendimenti negativi, il 22% del totale mondiale. Di questi, 5.073 miliardi riguardano il debito sovrano, pari al 72,5% del totale negoziato. Se in valore assoluto Tokyo stradomina di gran lunga su tutto il resto del pianeta, in termini percentuali è la Svizzera ad aggiudicarsi la palma d’oro, trattando con rendimenti inferiori allo zero solo 68 miliardi di debito pubblico, ma corrispondenti all’82% del totale.

Nel complesso, Germania e Francia trattano 1.000 miliardi di dollari di debito ciascuno con rendimenti negativi, di cui rispettivamente 811 e 840 miliardi riguardanti titoli di stato. In Italia, tra BoT e BTp rientranti in questo segmento troviamo 177 miliardi di dollari, l’11,2% del totale.

Accelerazione prezzi bond con Brexit

Quanto alle altre scadenze, mostrano rendimenti negativi più di 3.000 miliardi di titoli di stato fino a un anno, mentre altri 6.000 miliardi riguardano bond tra 1 e 7 anni.

E’ evidente che ad avere espanso questo mercato sia stata la fuga dei capitali a giugno verso gli assets più sicuri, a seguito della Brexit. La maggiore domanda di titoli sicuri ne ha fatto crescere i prezzi, già elevatissimi per effetto delle politiche monetarie ultra-espansive delle principali banche centrali del pianeta. Il caso più eclatante è certamente il Giappone, considerato un porto sicuro per i capitali nei casi di rischio, nonostante il paese possegga un debito pubblico al 230% del pil e mostri una crescita economica stagnante da circa un ventennio, oltre a una deflazione strisciante.

 

 

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