Rendimenti corporate bond ai minimi record, va bene ora anche la spazzatura

Rendimenti obbligazionari in calo nell'Eurozona, periferia compresa. E anche i titoli "spazzatura" avanzano sul mercato.

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Rendimenti obbligazionari in calo nell'Eurozona, periferia compresa. E anche i titoli

Ieri, i rendimenti delle obbligazioni non finanziarie della periferia dell’Eurozona, monitorati da Bank of America – Merrill Lynch, sono scesi al nuovo minimo storico, attestandosi mediamente allo 0,76% e sfondando il precedente record dello 0,78%, toccato appena un anno fa, contestualmente all’inizio dell’attuazione del “quantitative easing” da parte della BCE. Rispetto all’inizio dell’anno, i rendimenti dei corporate bond di paesi come Italia e Spagna sono diminuiti in media di 50 punti base, mentre due anni fa a quest’ora toccavano il 2%. E anche stavolta c’è lo zampino della BCE. Il 10 marzo scorso, sorprendendo anche gli analisti più arditi, il governatore Mario Draghi ha annunciato che da aprile saranno acquistati dall’istituto anche le obbligazioni non finanziarie, emesse nell’Eurozona e denominate in euro. Si tratta di un mercato dal valore di 900 miliardi, di cui intorno ai 500 sono quelle con i requisiti idonei per essere oggetto degli acquisti con il super-QE.

Rendimenti bond euro tutti in calo

In calo sono anche i rendimenti dei bond finanziari in euro, anche se mediamente adesso si aggirano sull’1,35%, quando un anno fa avevano registrato un minimo storico dell’1,12%. E i corporate bond del resto dell’Eurozona sono anch’essi nei pressi dei minimi storici, ma lievemente al di sopra dei livelli record di un anno fa. Ma anche i bond “high yield”, detti anche “junk” o “spazzatura”, hanno registrato una performance positiva nelle ultime settimane, guadagnando mediamente l’1,6% dall’inizio dell’anno, ma restando intorno all’1,5% al di sotto dei livelli massimi dei prezzi, toccati nel maggio dello scorso anno, quando il QE era partito da un paio di mesi, rendendo euforico il mercato europeo. Chi ha investito in questi titoli appena un mese e mezzo fa, oggi si porterebbe a casa un ritorno del 5,5%.      

Perché crescono prezzi bond spazzatura?

In termini di rendimento, i titoli obbligazionari ad alto rischio offrono oggi in media il 4,82%, nettamente superiore al 3,6% di un anno fa, ma anche in questo caso in calo di una cinquantina di punti base dall’inizio dell’anno. Eppure, questi bond non sono oggetto degli acquisti della BCE. Ma allora perché si rafforzano? La spiegazione è duplice: gli investitori si attendono a breve un aumento della domanda di bond, che inevitabilmente spingerà a un abbassamento dei rendimenti per i titoli “investment grade” e una spinta del mercato alla ricerca di opportunità presso i bond “junk”. D’altra parte, verificando quanto già avvenuto in questo ultimo anno e mezzo, si capisce chiaramente che la BCE potrebbe spingersi anche ad acquistare assets sinora esclusi dal programma, arrivando così a fare incetta persino di titoli speculativi, avendo la necessità di contrastare la tendenza deflattiva nell’Eurozona con iniezioni sempre più elevate di liquidità sui mercati finanziari. D’altronde, fino a tre settimane fa pareva molto improbabile che potesse acquistare bond privati, così come non più tardi di 15 mesi fa sembrava non molto realistico sperare in un acquisto massiccio di titoli di stato dell’Eurozona. Man mano che il rischio deflazione avanza e che la ripresa economica non attecchisce, a Francoforte cadono sempre più tabù, tanto che non si esclude nemmeno più il ricorso all’“helicopter money”, la versione più estrema degli stimoli monetari, mai attuata nella storia e, in realtà, ignota nel suo significato pregnante anche tra gli addetti ai lavori.

Prima di arrivare a tanto, però, la BCE si butterebbe sui bond ad alto rendimento e successivamente ancora, se si rivelasse anche questa mossa insufficiente, si passerebbe all’acquisto di titoli azionari. Il rialzo dei corsi obbligazionari e azionari nelle ultime settimane, quindi, ha un suo fondamento.        

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