Rendimenti Bund ai minimi storici, indice di paura o scommessa su Draghi?

Rendimenti dei Bund a 10 anni quasi al minimo storico. Cosa sta accadendo sui mercati?

di , pubblicato il
Rendimenti dei Bund a 10 anni quasi al minimo storico. Cosa sta accadendo sui mercati?

I rendimenti dei Bund, i titoli di stato emessi dalla Germania, stanno replicando in queste ore i minimi storici toccati un anno fa, dopo il lancio del “quantitative easing” della BCE sui mercati. Allora, il minimo sulla scadenza decennale fu toccato intorno allo 0,07%, mentre oggi siamo già in zona 0,08%. Da quando il governatore Mario Draghi ha annunciato, il 10 marzo scorso, il potenziamento degli stimoli per l’Eurozona, i titoli decennali tedeschi hanno registrato una discesa dei rendimenti di 21 punti base. Adesso, i rendimenti sono negativi fino alla scadenza dei nove anni dai 7-8 anni dei giorni pre-BCE. Ciò segnala una corsa all’acquisto di Bund, che potrebbe essere il riflesso di due motivazioni diverse, quanto concomitanti. La prima consisterebbe nella scommessa degli investitori per una nuova “sfornata” di stimoli, meglio se in forma di irrobustimento degli acquisti di titoli di stato, in considerazione dei segnali lanciati, o meglio, ribaditi in questi ultimi giorni da Francoforte, preoccupata per il ristagno delle aspettative d’inflazione prossime allo zero.

Bassa inflazione, verso nuovi stimoli BCE?

Il capo economista Peter Praet ha ieri confermato che se l’inflazione nell’Eurozona non si schioderà dai livelli bassissimi attuali, la BCE varerà nuove misure. In verità, è evidente come l’istituto stia per esaurire le munizioni a sua disposizione, ma la “minaccia” di nuovi colpi serve a surriscaldare le aspettative, come avveniva anche un anno fa, quando proprio la previsione di un’inflazione più elevata, stimolata dal rialzo delle quotazioni del petrolio, diede vita dalla seconda metà di aprile a una vigorosa fase di vendite dei Bund, che dai minimi record sfiorarono l’1% già a giugno. La seconda motivazione alla base della corsa ai titoli di stato tedeschi risiede nella paura. Si moltiplicano i segnali di un rallentamento dell’economia globale, captati quest’oggi anche dal calo degli ordinativi in Germania a febbraio su base mensile. La componente debole è stata l’export, a conferma che la domanda estera è poco vivace, rispecchiando un’economia altrettanto poco dinamica.      

Rallentamento economia globale

Mentre tutti gli istituti pubblici e privati internazionali tagliano le stime di crescita del pil mondiale, Eurozona inclusa, il mercato cerca di coprirsi, rifugiandosi negli assets sicuri o percepiti come tali. Ne è conferma anche il tracollo dei rendimenti dei Treasuries, che dall’inizio dell’anno hanno registrato un -55 punti base all’1,72% di oggi sulla scadenza a 10 anni, nonostante la Federal Reserve abbia avviato a dicembre la prima stretta monetaria dal 2006. L’oro ha vissuto il migliore primo trimestre dal 1986 (+16,4%), anche se la corsa è frenata nelle ultime settimane proprio dal raffreddamento delle aspettative di crescita dei prezzi nei paesi avanzati del pianeta, nonostante il dollaro abbia perso mediamente il 4% contro le principali valute dall’inizio dell’anno.

Timore per deflazione

D’altronde, il boom dei prezzi dei Bund di queste ore è concomitante al ripiegamento delle quotazioni del greggio. Il Brent ha già perso ad aprile 2 dollari al barile, scendendo a 37,60 dollari, mentre il Wti ha arretrato di 2,40 dollari ai 35,68 dollari attuali. Dunque, dopo il rally scattato alla terza settimana di gennaio e durato fino alla prima metà di marzo, durante il quale si è avuto un incremento dei prezzi petroliferi fino al 54-55%, questi sembrano sostare al di sotto dei 40 dollari e in assenza di novità al vertice di Doha dei principali produttori il 17 aprile si potrebbe assistere anche a un calo più marcato in direzione dei 30 dollari. Il basso prezzo del petrolio rende improbabile una risalita veloce dell’inflazione. Ciò crea uno scenario favorevole per i titoli di stato, perché innalza il loro rendimento reale. Allo stesso tempo, però, riflette aspettative depresse da parte del mercato, il quale teme anche una stagnazione perdurante nell’Eurozona, associata alla deflazione, in stile “sindrome giapponese”.      

Bolla bond, occhio ai rischi

Ma entrate sul mercato dei bond sovrani di Eurolandia è conveniente in questa fase? Considerati i prezzi altissimi di acquisto, diremmo assolutamente di no. Il rischio di restare imbrigliati nell’impossibilità di rivenderli ad altri privati per limitare o evitare del tutto minusvalenze è crescente all’aumentare della durata delle scadenze. Ma allora perché il mercato continua a puntare su questi titoli? Proprio qui sta il punto di domanda. Come detto, si spera che la bolla finanziaria si auto-alimenti, benedetta da nuovi interventi della BCE, i quali avrebbero l’effetto di fare salire ulteriormente i prezzi dei Bund e degli altri bond. Ma il calcolo potrebbe essere diverso per gli investitori esterni all’Eurozona: comprare titoli sicuri dell’area oggi, confidando che quasi certamente da qui alla scadenza (o molto prima) l’euro si rafforzi contro la divisa del paese di provenienza, di fatto aumentando automaticamente i ricavi maturati per il solo effetto cambio più che per le dinamiche relative ai prezzi degli assets. Pertanto, finché l’euro rimane relativamente debole, gli acquisti di Bund, come degli altri titoli europei, rimangono possibili per gli stranieri. Ma la corsa ai Bund di queste ore è sintomatica più della paura o delle aspettative di nuovi interventi della BCE? Considerando che i rendimenti di BTp e Bonos siano scesi entrambi di circa 13-14 bp dall’ultimo board di Francoforte, ma che in aprile siano risaliti di 7 bp, mentre quelli tedeschi risultino diminuiti della stessa misura, è chiaro che la prima stia prevalendo negli ultimi giorni, man mano che i dati macroeconomici suggeriscono un progressivo deterioramento della ripresa già debole in corso nell’Eurozona. E anche il trend del mercato azionario di questi giorni ci fa propendere per questa chiave di lettura.  

Condividi su
flipboard icon
Seguici su
flipboard icon
Argomenti: , , , , , , , ,