Rendimenti BTp in forte crescita, è stato saggio acquistare il bond a 50 anni?

Rendimenti dei nostri BTp in deciso rialzo e lo spread con i Bonos sfiora i 40 punti. Intanto, potrebbe essere stata una stupidaggine l'acquisto del titolo a 50 anni, emesso ieri dal Tesoro.

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Rendimenti dei nostri BTp in deciso rialzo e lo spread con i Bonos sfiora i 40 punti. Intanto, potrebbe essere stata una stupidaggine l'acquisto del titolo a 50 anni, emesso ieri dal Tesoro.

E’ di quasi 40 punti base lo spread tra i rendimenti dei BTp decennali italiani e quelli dei Bonos spagnoli. Al momento, i nostri titoli si aggirano all’1,38%, mentre quelli emessi da Madrid restano poco sotto l’1%. E’ un dato di fatto che il divario tra Italia e Spagna si sia allargato ormai ai massimi da oltre due anni e che sul trend pesi la sfiducia del mercato per l’esito del referendum costituzionale del 4 dicembre prossimo, che deciderebbe le sorti politiche del nostro paese. Alla luce di questo andamento, ci chiediamo se non sia stato un po’ da “stupidi” avere acquistato ieri un bond emesso dal Tesoro di Roma con scadenza 2067 e che ha esitato un rendimento di appena il 2,85%. (Leggi anche: Spread con Spagna al top da due anni)

Il BTp “Matusalemme”, com’è stato ironicamente ribattezzato dalla stampa, ha ricevuto ordini per 18,5 miliardi, quasi 4 volte in più dei 5 miliardi dell’importo collocato sul mercato. Il titolo con cedola annuale 2,80% e distribuita in due scadenze semestrali è stato emesso poco sotto la pari, a 99,194. (Leggi anche: Italia prezza BTp a 50 anni: caratteristiche e rendimento)

Rendimenti sovrani destinati a salire

Ad avere attirato piccoli e grandi investitori è stata certamente la cedola, molto generosa di questi tempi, considerando che tutte le nuove emissioni prevedono ormai percentuali quasi azzerate. Nella mente del risparmiatore-investitore si è prediletto, quindi, un ragionamento di breve termine: “intanto, godiamoci questo titolo a interessi medio-alti e da qui alla scadenza ci sarà mezzo secolo per vedere il da farsi”.

Già, perché solo chi avrà mantenuto il BTp alla scadenza potrà molto verosimilmente evitare perdite, visto che è quasi certo un ribasso dei prezzi nei prossimi mesi e anni. Storicamente, infatti, i rendimenti dei bond sono stati molto più elevati di quelli attuali. Tanto per fare un esempio, prima del lancio del QE da parte della BCE, il 2,85% non era nemmeno sufficiente per un titolo di stato italiano a 10 anni. Non abbiamo raffronti per il tratto cinquantennale, essendo stata quella di ieri la nostra prima emissione su questa scadenza.

 

 

Perdite potenziali elevatissime

Quando i prezzi del BTp andranno giù, gli investitori non potranno che subire le minusvalenze accusate vendendo il titolo, oppure attendere davvero la scadenza, cosa che potranno permettersi, però, solo gli istituzionali (banche, fondi, assicurazioni), perché appare inverosimile che una famiglia sia disponibile a privarsi di liquidità per mezzo secolo. L’avere acquistato il BTp 2067 all’atto della sua emissione potrebbe rivelarsi con elevata probabilità un’emerita stupidaggine, tranne che l’acquirente non abbia confidato ieri in anni di futura deflazione e di stimoli monetari incessanti da parte della BCE, ovvero in scenari inverosimili.

Nel solo ultimo mese, va bene ricordarlo, i decennali italiani hanno incrementato i loro rendimenti di 30 punti base, pur rendendo ancora una ventina di bp in meno rispetto all’inizio dell’anno. Il minimo storico era stato toccato in agosto, quando avevano reso poco più dell’1%.

Quanto potrebbero perdere virtualmente nei prossimi anni i detentori del BTp 2067? A titolo di confronto, vi proponiamo l’andamento dei trentennali, che oggi rendono poco più della metà del periodo pre-crisi, quando esitavano la media del 4,25%. Quando la normalizzazione della politica monetaria nell’Eurozona sarà stata completata, in teoria i “Matusalemme” dovrebbero rendere ancora di più dei trentennali nel 2007, essendo di durata più lunga. Ipotizzando un ottimistico 5% da qui ai prossimi 5 anni, i prezzi potrebbero arrivare a scendere poco sopra quota 50, infliggendo perdite per gli acquirenti di ieri nell’ordine finanche del 50%, anche se per allora avranno beneficiato di un monte-cedole di quasi il 15% del valore dell’investimento. Comunque, un disastro. (Leggi anche: Rendimenti sovrani ai minimi storici, ma c’è poco da star felici)

 

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