Rendimenti bond Grecia del 150% in 10 mesi, il coraggio sta premiando

I bond della Grecia offrono rendimenti senza eguali: in appena 10 mesi ci si è potuti portare a casa il 150%. Benissimo anche il ritorno degli ultimi mesi.

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I bond della Grecia offrono rendimenti senza eguali: in appena 10 mesi ci si è potuti portare a casa il 150%. Benissimo anche il ritorno degli ultimi mesi.

Rendimenti bond Grecia del 150% in appena 10 mesi Il mercato obbligazionario non ti dà soddisfazioni nell’era dei rendimenti gelidi e spesso persino negativi? Fitch ha scritto nelle scorse settimane, che alla fine di aprile risultavano negoziati sui mercati di tutto il mondo 9.900 miliardi di euro di bond emessi dai governi con rendimenti sotto lo zero. Ce ne sarebbe per tenersi i risparmi sotto il materasso, dove quanto meno non si rischia un infarto a ogni “rischio default” strombazzato dai media ormai quasi quotidianamente, con riferimento a questo o quel paese. Ebbene, ancora una volta, i fatti stanno dimostrando che il coraggio premia, anzi paga, nel senso letterale del termine. Alzi la mano chi di noi sarebbe così sconsiderato da comprarsi qualche bond emesso dalla Grecia, ovvero di un paese di fatto commissariato da 6 anni dalla cosiddetta Troika (UE, BCE e FMI), che nella primavera del 2012 ha tagliato del 53,5% il valore nominale dei titoli in possesso dei creditori privati per oltre 200 miliardi, allungando le relative scadenze tra gli 11 e i 30 anni e che non più tardi di 11 mesi fa non onorava il pagamento di una rata verso il Fondo Monetario Internazionale, cosa mai accaduta prima nel mondo, tanto da beccarsi la definizione da parte dei funzionari dell’istituto di “peggiore debitore della storia”.

Rendimenti bond Grecia crollati, prezzi su

Tutto vero, ma i numeri hanno la testa dura, disse una volta Lenin. In questo, ebbe senz’altro ragione, perché se andiamo a verificare il risultato di un investimento nei bond ellenici nell’ultimo anno, ci accorgiamo che davvero l’aver puntato su un paese così mal messo ha pagato. Vi ricordate il referendum sul salvataggio UE a inizio luglio del 2015, che vide vittorioso con il 60% il fronte del “no” agli aiuti? In quei giorni, il rischio Grexit fu più alto che mai, davvero in pochi erano ottimisti sulla permanenza di Atene nell’Eurozona, tanto che i suoi titoli a dieci anni perdevano in quel momento circa il 55% del loro valore rispetto all’inizio dell’anno, mentre i rendimenti schizzavano a due cifre. Dovete sapere, però, che da allora ad oggi, i prezzi sono rimbalzati di oltre il 150%, a cui dobbiamo aggiungere la cedola del 3%. In altre parole, chi ha avuto sangue freddo, lungimiranza (beh, insomma!) o più semplicemente fortuna, si è portato a casa in appena un rendimento mensile di quasi il 4,5%. [tweet_box design=”box_09″ float=”none”]Vuoi il 150% in 10 mesi? Scommetti sulla #Grecia[/tweet_box]      

Rischi elevati da mercato illiquido

Ma chi pensa che i guadagni siano stati realizzati solo comprando bond ellenici all’apice della crisi del debito di Atene si sbaglia. Anche nei mesi più recenti sono stati offerte opportunità davvero allettanti, a fronte di un rischio di gran lunga inferiore a quello corso nell’estate 2015. Prendete il titolo a 3 anni, che oggi rende il 7,2%, ma che solamente a metà febbraio viaggiava sull’11,7%: in appena 3 mesi e mezzo, il prezzo è salito di oltre il 40%. Analoga la resa del titolo a 15 anni, che rispetto ai minimi dell’anno, toccati a metà febbraio, mostra oggi prezzi in recupero del 44%. La forte oscillazione dei prezzi di questi mesi ha risentito dell’andamento delle trattative tra il governo Tsipras e i creditori pubblici per l’ottenimento dei nuovi aiuti, che l’altro ieri sono stati sbloccati finalmente per oltre 10 miliardi, sostenendo il rally dei corsi dei titoli ellenici. A questo punto, nel breve periodo non dovrebbero esserci ulteriori fughe in avanti dei prezzi, dato che le buone notizie si sarebbero esaurite. Possibile, però, che i guadagni si consolidino, grazie al clima più disteso tra le parti. Dunque, chi non ha voluto rischiare ha fatto male? Non proprio. Per prima cosa, assumersi rischi così elevati (i titoli greci sono considerati “spazzatura” dalle agenzie di rating) fa parte del mestiere del grande investitore, non del piccolo risparmiatore, che potrebbe anche rovinarsi. Inoltre, si consideri che il mercato dei titoli di Atene è molto illiquido: all’apice della crisi, lo scorso anno, si calcolava che gli scambi sul secondario ammontavano a un controvalore medio giornaliero di appena 800 mila euro. In pratica, risultava difficilissimo acquistare e ancora di più vendere. Il mercato era, infatti, attendista, mentre la distanza tra i prezzi offerti e quelli richiesti sempre più siderale.  

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