Regioni che cambiano colore dal 26 aprile: zona gialla per 13

Le regioni che probabilmente cambiano colore dal 26 aprile, ecco quali sono.

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Zona gialla

Grazie al nuovo decreto riaperture del 26 aprile, che ripristina la zona gialla e consente alle attività di riaprire gradualmente con un calendario preciso, le regioni che cambiano colore e hanno la possibilità di passare alla fascia meno rischiosa sono molte. Per merito di un Rt inferiore a 1 e un’incidenza di casi inferiori a 250 per 100mila abitanti, sono varie le regioni che sperano concretamente di poter tornare in zona gialla dalla prossima settimana. Ne sapremo di più grazie al nuovo monitoraggio dell’Iss di oggi.

Regioni che cambiano colore dal 26 aprile

Le regioni che cambiano colore dal 26 aprile saranno comunicate oggi grazie al report dell’Iss che sarà pubblicato in giornata. I dati fanno ben sperare; sono moltissime le regioni che finalmente possono passare alla fascia gialla a partire dai prossimi giorni. Questo significherà avere libertà di spostamento anche verso altre regioni gialle e tornare anche al ristorante a cena, purché i tavoli siano all’aperto.

Le regioni che sperano concretamente nel passaggio sono: la Lombardia, le Marche, il Piemonte, la Liguria, la Toscana, il Trentino Alto Adige, il Friuli Venezia Giulia, il Veneto, l’Emilia Romagna, l’Abruzzo, l’Umbria, il Lazio, il Molise e la Campania, anche se per quest’ultima i dati sono meno chiari e si pensa che probabilmente rimarrà in zona arancione anche la prossima settimana.

Nella sostanza, 13 regioni dovrebbero tornare in zona gialla. Per le altre difficilmente si cambierà colore o quanto meno non c’è nessuna speranza di passaggio alla zona gialla. La Sardegna e la Valle D’Aosta dovrebbero addirittura restare in zona rossa, la Puglia e la Sicilia quasi sicuramente in zona arancione così come la Calabria e la Basilicata.

Se così sarà, dalla prossima settimana, saranno molte di più le regioni in zona gialla rispetto a quelle nelle fasce più rischiose.

Il nodo coprifuoco che rimane fissato alle 22

Intanto, continua a far discutere anche l’ormai famoso coprifuoco fissato alle 22. Nel nuovo decreto che sarà valido dal 26 aprile e fino al 31 luglio, il coprifuoco rimane alle 22 fino alle 5 del mattino e questo ha provocato un certo malcontento nei ristoratori che si chiedono se valga la pena aprire a cena.

Per adesso, il coprifuoco rimarrà fissato all’orario prestabilito ma ogni due settimane è previsto un tagliando per verificare l’andamento della curva epidemiologica e probabilmente, qualora i dati lo permettano, anche l’orario del coprifuoco potrebbe poi essere spostato alle 23. La speranza è entro l’estate sia tolto del tutto.

Vedi anche: Decreto covid 26 aprile, certificato verde tra regioni, riaperture e visite ai parenti: regole fino al 31 luglio

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